Viaggio tra l’arte e la vita del pittore che inventò la bellezza. Tutto Botticelli in un doc
Dal Rinascimento alle influencer. Al cinema solo il 28, 29 e 30 novembre “Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza” documentario diretto da Marco Pianigiani per Sky e Nexo. Il racconto dell’arte e della fortuna contemporanea del pittore della Primavera e della nascita di Venere. Giovane bello, mondano e raffinatissimo Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, in arte Botticelli, è stato protagonista di storie d’amore e morte, sesso e potere. Gli ingredienti ci sono tutti per uno spettacolare feuilleton. E pensare che morì povero e dimenticato …

Simbolo e mito di eccezionale modernità… non è un caso che per dare una spinta al popolo dei giovanissimi abbrutiti dai social il direttore degli Uffizi Eike Schmidt invitò Chiara Ferragni ad un selfie davanti a lei, la Venere di Botticelli.
Iniziativa schifata dai bacchettoni ed imitata anche qualche giorno fa da sedicenti influencer smutandate… In fin dei conti che male c’è, anche la Venere è come mamma l’ha fatta e lo stesso suo autore, Sandro Botticelli fu un vero e proprio influencer dei suoi tempi.
“Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza….” I versi sublimi di Lorenzo il Magnifico signore di Firenze, banchiere ricchissimo e fine diplomatico, costruttore della grandezza della capitale della toscana nel XV secolo, trovarono nel giovanissimo Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi (Firenze 1445-1510) chi li trasformò nel manifesto di un epoca, il Rinascimento.
A questo artista, giovane bello, mondano e raffinatissimo è dedicato il nuovo film documentario Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza prodotto da Sky Ballandi e Nexo Digital, con il patrocinio del Comune di Firenze, ideato e scritto da Francesca Priori e diretto da Marco Pianigiani, nei cinema solo il 28, 29 e 30 novembre.
La voce suadente di Jasmine Trinca conduce lo spettatore in un volo radente sulle rive dell’ Arno con un racconto che presenta il pittore nella sua epoca senza aver l’ambizione di svelare niente. A partire dal soprannome, Botticelli, nel film stranamente attribuito alla presunta grassezza di un fratello (sic.?) quando ormai è riconosciuto dagli storici che si riferisse alla professione del fratello orafo e quindi battiloro o “battigello”.
Ricco il viaggio tra le sue opere, dai famosi ritratti di gentildonna e di gentiluomo che per la prima volta mostrano un’analisi psicologica del personaggio (ritratto di giovane di uomo con in mano una medaglia è stato venduto da Sothebys a New York nel gennaio del 2021 per la cifra record di 92.184.000 dollari, secondo al mondo dopo il Salvator Mundi), alle splendide e dolcissime Madonne, che abbracciano teneramente paffuti bambinelli sorridenti e umanissimi…
E poi le Storie, capaci di racchiudere in una tavola numerosi episodi di vita del vecchio e nuovo testamento, quasi degli storyboards. Fino a quel capolavoro di audacia ed eros di Venere e Marte ora alla National Gallery di Londra dove gli Dei del passato tornano protagonisti.
Una rivoluzione che con lo studio dei grandi del passato, dà il via al Rinascimento. Bellezza sacra e profana, ispirata ad una donna realmente esistita e morta giovanissima, Simonetta Cattaneo genovese di nascita andata in sposa ad un Vespucci, ma amata assai anche da Giuliano De’ Medici, fratello di Lorenzo assassinato nella congiura dei Pazzi.
Amore e morte, sesso e potere. Gli ingredienti ci sono tutti per uno spettacolare feuilleton, un mondo dove Botticelli si muove da protagonista, dipinge per il papa Sisto IV nella cappella Sistina, ma poi al ritorno a Firenze finirà lui pure nelle spire penitenziali del Savonarola. Ma aderì veramente al cosiddetto Falò delle Vanità, proprio lui che aveva dipinto quei sensuali corpi avvolti in veli leggeri e aveva illustrato al mondo la bellezza della Natura, con la sua Primavera?
Domande senza risposta, nonostante la ricca schiera di intervistati tra i quali il bravissimo prof. Franco Cardini .
Insomma se Botticelli uomo resta un mistero, non lo sono le sue opere ormai assunte a mito contemporaneo, copiate citate riprodotte dovunque e di più. Uscite dai depositi dopo la riscoperta da parte di Dante Gabriel Rossetti e i preraffaelliti inglesi nell’800, non hanno avuto più un giorno di tregua.
Andy Warhol, Giosetta Fioroni, Alexander Mc Queen, Lady Gaga e Jeff Koons e ultima in ordine di uscita, la Maison Jean-Paul Gautier chiamata in tribunale dagli Uffizi per uso non autorizzato della Venere di Botticelli, colpevole di aver riprodotto il capolavoro su abiti da collezione senza pagare il canone previsto dal Codice dei beni culturali.
Ed effettivamente la bella dea dell’ Amore che galleggia su una conchiglia è una delle immagini più riprodotte a sbafo e dovunque. E pensare che il povero Botticelli morì povero e dimenticato, sepolto nella tomba di famiglia nella chiesa di Ognissanti a Firenze. Era il 1510 e sul palcoscenico dell’arte i nuovi divi erano Leonardo, Michelangelo e Raffaello.
Monica Carovani
Fiorentina, giornalista e appassionata d’arte. Dalla carta stampata alla tv, 40 anni di professione con il vizio della curiosità: da Paese Sera il Nuovo Corriere a Moda e King passando dalle collaborazioni con il Messaggero e ADN Kronos. Poi tanta Rai: Tg3 vice caporedattore cultura , Tg1 on Line, Rainews24. Per evitare conflitti familiari con il marito pittore, si occupa soprattutto di grandi artisti del passato.
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