Vite da cinema. Torna il Biografilm Festival, a Bologna dal 6 al 16 giugno
Dal 6 al 16 giugno torna il Biografilm Festival di Bologna. Le biografie diventano protagoniste del grande schermo, affrontando nel Concorso Internazionale tematiche intime e politiche. Apre l’anteprima italiana di Orwell 2+2=5, a cui parteciperà anche il regista Raoul Peck, primo di molti altri importanti ospiti. Il cinema esordiente pesa nel concorso caratterizzando metà dei dodici film in gara, e domina, con otto opere prime e seconde su dieci, la sezione parallela Biografilm Italia. Il 9 giugno si terrà anche Bio to B – Industry Days | Drama, per spiegare e mettere in contatto i mondi dell’editoria e della produzione cinematografica.
Dal 6 al 16 giugno, a Bologna, torna il Biografilm Festival, portando al centro del cinema storie di vita raccontate attraverso documentari e fiction. Questa ventunesima edizione (la cui direzione artistica è firmata da Chiara Liberti e Massimo Benvegnù) si concentra su un panorama mondiale, volto a rendere le voci degli artisti e delle artiste uno spunto per interpretare e comprendere il presente.
L’apertura dell’evento è affidata all’anteprima italiana (seconda solo a quella avvenuta al Festival di Cannes tenutosi quest’anno) del film Orwell: 2+2=5 (in foto) e al suo regista, l’haitiano Raoul Peck, che sarà presente in sala per parlare della sua opera relativa alla genesi del romanzo 1984, oggi così drammaticamente attuale.
Nel Concorso Internazionale dodici opere provenienti da tutto il mondo. Le storie portate in scena vanno dalle più intime alle più politiche: da Fantastic Family (della danese Nicoline Skotte) in cui la regista racconta la riconciliazione della propria famiglia, affrontando anche riflessioni sulla memoria, sui concetti di giusto o sbagliato, su quanto essi siano applicabili alla memoria; fino a The Last Ambassador (dell’austriaca Natalie Halla) ritratto di Manizha Bakhtari, ambasciatrice afghana a Vienna, che continuò a combattere per i diritti delle donne anche dopo l’ascesa del governo talebano in Afghanistan (non riconosciuto nel mondo), fondando “Figlie”, un programma di educazione clandestina per le donne e le ragazze afghane.
La tematica femminista è centrale anche in Girls & Gods (dell’iraniano Arash T. Riahi e l’austriaca Verena Soltiz), in cui la religione e il suo ruolo nell’emancipazione femminile è il cuore della narrazione. Diverse prospettive, riforme o tradizioni contrastanti, ma legate dalla certezza che in nome di nessun dio si possano sottomettere le donne agli uomini.
Voci forti, ma soprattutto voci nuove: su dodici, sei sono opere prime e seconde. Tra queste emerge Balomanía, in cui la regista danese Sissel Morell Dargis segue l’arte (dichiarata però illegale) brasiliana del far volare palloni aerostatici, elemento fondante della cultura di San Paolo e Rio De Janeiro. Opera prima è anche l’italiano Il castello indistruttibile (di Danny Biancardi, Stefano La Rosa, Virginia Nardelli), che, ambientato a Danisinni, isolato quartiere di Palermo, racconta la storia di Angelo, Mery e Rosy, tre undicenni alla ricerca di un posto sicuro in cui non sentirsi giudicati dal mondo esterno.
L’Italia è raccontata anche in Canone effimero dei fratelli De Serio, già presentato alla Berlinale, che porta sullo schermo una realtà nascosta, una resistenza espressa attraverso la costruzione di antichi strumenti musicali e il canto polivalente presente in diverse regioni del paese.
La premiazione e chiusura del festival sarà segnata dalla proiezione del documentario (fuori concorso) The Encampments degli statunitensi Michael T. Workman e Kei Pritsker. Tema dell’opera, le proteste studentesche alla Columbia University nel 2024 contro il coinvolgimento del governo nel genocidio palestinese a Gaza. Non solo un modo per non distogliere l’attenzione dallo sterminio tutt’ora in corso, ma anche una testimonianza essenziale di uno dei movimenti studenteschi più impattanti degli ultimi anni.
Tantissime sezioni parallele prendono vita nel festival come Biografilm Italia, in cui verranno presentati dieci documentari di produzione o co-produzione italiana. Qui opere prime e seconde regnano sovrane, spaziando tra ricercatori al CERN (Anomaly Detection dell’italiana Giulia Ballone), fino al superamento del trauma grazie all’aiuto dei propri affetti (Despite the Scars dell’italiano Felix Rier).
Altra sezione rilevante è Bio to B, dedicata alla sinergia tra cinema e letteratura, divisa in due eventi. Il 7 e l’8 giugno, per la prima volta al Cinema Modernissimo, si terrà la dodicesima edizione di Bio to B – Industry Days | DOC, volta a parlare della produzione e cultura del documentario nel panorama europeo. Il 9 giugno, invece, all’Auditorium Enzo Biagi, all’interno di Sala Borsa, si terrà Bio to B – Industry Days | Drama (organizzato da Film Commission Emilia-Romagna, con la collaborazione di CNA Cinema e Audiovisivo Emilia-Romagna e CNA Editoria Emilia-Romagna). La quarta edizione continua la tradizione delle precedenti: rendere Bio to B punto focale delle aziende produttrici che vogliono adattare storie in formato audiovisivo.
Sono due gli eventi principali: Adaptation Market (in cui editori e produttori cinematografici si incontrano per discutere delle opere e dei diritti degli adattamenti) e Fiction Factory Showcase (evento volto a promuovere soggetti originali selezionati dalla stessa Bio to B). Inoltre sarà presente anche un workshop, Quando editoria e audiovisivo parlano la stessa lingua, così da costruire uno spazio in cui poter chiarire dubbi circa l’acquisizione dei diritti delle opere letterarie dalle case di produzione, lo svolgimento di tali trattative, e non solo.




