“Due”, esordio (sorprendente) di Filippo Meneghetti in corsa per l’Oscar (nella short list)


Due, opera prima di Filippo Meneghetti, è rientrato a sorpresa nella shortlist per il Miglior Film Internazionale e rappresenterà la Francia agli Oscar 2021.

Il film è diventato un “caso” essendo il primo lungometraggio del giovane regista (classe ’80) che fin qui aveva diretto solo corti (premiati), da L’intruso a La bête.

Successo inaspettato e crescente per questo “dramma da camera serrato e intelligente” (Hollywood Reporter). Il film è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, e dopo la sua uscita negli States (venerdì scorso col titolo Two of Us) ha messo d’accordo pubblico e critica fino ad essere candidato a quattro Premi César, al Golden Globe e ora, agli Oscar. Due uscirà nelle sale italiane al momento della loro riapertura e sarà distribuito da Teodora Film.

Oltre a Meneghetti enorme il successo per la PaprikaFilms Production, giovane casa di produzione indipendente tunisina nata nel 2011, che fino a questo momento non aveva mai partecipato ad una kermesse cosi prestigiosa, pur riscuotendo un buon successo in Francia.

La storia, sceneggiata da Meneghetti, Malysone Bovorasmy e Florence Vignon, ha come protagoniste due interpreti di spessore: Barbara Sukowa (Nina), migliore attrice al Festival di Cannes per Rosa Luxemburg, e Martine Chevallier (Madeleine), volto storico della Comédie-Française, premio Molière per Le Retour au désert.

Due è la storia di un rapporto unico e segreto, protetto da occhi indiscreti e dai giudizi dei parenti di Madeleine, interrotto bruscamente da un evento imprevisto che metterà a dura prova l’amore tra le due.

Il giovane regista si è ispirato alle vicende di due donne realmente conosciute che, abitando all’ultimo piano di un palazzo, si fanno compagnia a vicenda tenendo aperte le porte dei rispettivi appartamenti. 

Due opera, secondo Variety, una rivoluzione silenziosa, un viaggio nell’intimità privo di toni retorici e facili cliché, in un crescendo di emozioni fino ad un finale a sorpresa.

l’Italia che, tagliata fuori dalla corsa al miglior film internazionale, continuerà a gareggiare in altre categorie con Notturno di Gianfranco Rosi, Pinocchio di Matteo Garrone e La vita davanti a sé di Edoardo Ponti, dall’omonimo romanzo di Romain Gary.


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