Hollywood piange Ned Beatty, il caratterista di “Un tranquillo weekend di paura”

Muore all’età di 83 anni il caratterista da record Ned Beatty, volto pop del cinema americano anni ’70 che dopo l’esordio tardivo sul grande schermo nel cult di John Boorman Un tranquillo weekend di paura (Deliverance, 1972), ha inanellato ruoli su ruoli di successo nell’industria US snodandosi tra cinema, tv e doppiaggio in un carousel di memorabili progetti pluripremiati dall’Academy.
Nashville (1975), Tutti gli uomini del presidente (1976) e Quinto potere (1976) sono solo alcuni dei titoli in corsa agli Oscar a cui prende parte l’attore nella sua folgorante stagione di debutto (undici pellicole nei soli primi quattro anni di carriera, per intenderci), quando dopo la decennale gavetta canora nei quartetti gospel del Kentucky e i primi approcci al mestiere sui palchi teatrali di Abingdon, Washington D.C. e Broadway, consacra in un solo colpo la sua ascesa a Hollywood vestendo i panni di Bobby Trippe, lo spaurito cacciatore di Atlanta in Deliverance, adattamento del romanzo di James Dickey Dove porta il fiume (Mondadori, 1972) da 5 Golden Globes e 3 candidature ai Premi Oscar.
Indimenticabile la scena del suo stupro per mano di un’animalesca banda di distillatori clandestini di whisky durante la scampagnata pionieristica con tre amici tra i flutti del Chattooga, in un weekend nell’aspro Sud statunitense che da bucolico si trasformerà in un violento incubo bersagliato dagli attacchi spietati di una natura più matrigna che madre. Un crudele dialogo uomo-natura sceneggiato a quattro mani da Boorman e Dickey (che compare anche nella pellicola in divisa da sceriffo) dai risvolti killer.
Nel 1978 Beatty si cimenta poi nel ruolo DC Comics di Otis, compagno di Lex Luthor (Gene Hackman) nel Superman di Richard Donner, mentre si destreggia nella pioggia di apparizioni collezionate sul piccolo schermo – The Rockford Files (1974), Gunsmoke (1975) The Streets of San Francisco (1977) e Friendly Fire (1979), con cui ottiene anche una nomination agli Emmy insieme a Last Train Home nell’ ‘89, per citarne solo alcuni – fino ai ruoli più recenti ne La signora in giallo (1984) accanto ad Angela Lansbury, in Homicide – Life on the Street (1993) nelle vesti del detective Stanley Bolander e in CSI (2007) e Law & Order (2008).
Poi gli ultimi set accanto a Tom Hanks e Julia Roberts ne La guerra di Charlie Wilson (2007) e l’esperimento di doppiaggio più riuscito nel 2010 in Toy Story 3 – La grande fuga, quando presta la voce da ceffo del Bronx al malvagio peluche Lotso, performance che gli varrà la quinta nomination all’MTV Movie Award nella categoria ‘Best Villain’.
Un factotum dell’intrattenimento, una grande perdita per il cinema.
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