Addio Lino Capolicchio, il volto della meglio gioventù del cinema italiano

È morto la sera del 3 maggio a Roma l’attore, sceneggiatore e regista Lino Capolicchio. Aveva 78 anni e una lunga malattia contro la quale ha combattuto fino all’ultimo.
Nato a Merano (21 agosto 1943) e cresciuto a Torino si era trasferito poi a Roma, dove ha frequentato l’Accademia nazionale d’Arte drammatica ‘Silvio D’Amico’.
È col teatro, infatti, che comincia la sua carriera lavorando con i più grandi del palcoscenico: Giorgio Strehler, Giuseppe Patroni Griffi, Luca Ronconi.
Tra i protagonisti della stagione dello sperimentalismo e della militanza del cinema italiano degli anni Settanta, Capolicchio raggiunge la fama internazionale nel ruolo di Giorgio ne Il giardino dei Finzi Contini (1970), diretto da Vittorio De Sica e vincitore dell’Oscar per il miglior film straniero, dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani che Lino aveva avuto come docente alla Silvio D’Amico. Da questa esperienza è anche nato De Sica, io e il giardino segreto, uno scritto personale di quasi cinquant’anni fa, voluto da Cinecittà Spa e Bietti Edizioni che sarà pubblicato da fine agosto.
L’esordio al cinema è nel ’68 con Roberto Faenza in Escalation a cui seguono tra gli altri Il giovane normale di Dino Risi; Metti, una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi; Corpo d’amore di Fabio Carpi; Mussolini ultimo atto di Carlo Lizzani; Fiorile di Paolo e Vittorio Taviani; Compagna di viaggio di Peter Del Monte.
Tante anche le sue interpretazioni televisive fin dai tempi dagli sceneggiati (Il conte di Montecristo ’66), passando da La piovra e Il sequestro Soffiantini. Importante la collaborazione con Pupi Avati cominciata come protagonista ne La casa delle finestre che ridono e proseguita in tanti titoli fino all’ultimo Il signor Diavolo.
È stato anche regista cinematografivo (Pugili del ’97 e Il diario di Matilde Manzoni 2002) e lirico (La bohème, Manon Lescaut).
D’amore non si muore (Edizioni di Bianco e Nero del Centro Sperimentale di Cinematografia – Rubbettino Editore)è la sua autobiografia del 2019.
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