Le ambizioni di Sofja all’ombra di Tolstoj. Frederick Wiseman le svela correndo per il Leone
Passato in concorso “Un couple” prima incursione nel cinema di finzione del gigante del documentario Frederick Wiseman. Tratto dai diari di Sofija Andreevna Tolstoj un monologo di poco più di un’ora dell’attrice e sceneggiatrice francese Nathalie Boutefeu. Il racconto di una quotidianità difficile fatta di gelosie, incomprensioni, litigi e di rinunce. Per educare i loro tredici figli, per trascrivere i manoscritti del grande scrittore, per gestire le molte incombenze pratiche, la giovane Sofja soffocò le sue ambizioni, rimase nell’ombra dell’ingombrante e celebrato marito …

Il lockdown ha fatto anche cose buone. Ad esempio bloccare nella campagna francese, alla bella età di 92 anni (è del primo gennaio 1930), un gigante del cinema documentario come Frederick Wiseman, e costringerlo a realizzare il primo film di fiction della sua vita.
Tratto dai diari di Sofija Andreevna Tolstoj (pubblicati in Italia dalla casa editrice La Tartaruga nel 1978) Un couple, il monologo di poco più di un’ora presentato al Lido in concorso restituisce il complesso rapporto tra lo scrittore di Guerra e Pace e la moglie.
Ed è davvero il racconto di un rapporto dove momenti di conflitto si alternano ad altri di quiete hanno definito un matrimonio lungo 48 anni che arriva a noi attraverso i diari e le lettere che i coniugi Tolstoj avevano l’abitudine di scriversi e scambiarsi pur vivendo sotto lo stesso tetto.

In abiti tardo ottocenteschi Nathalie Boutefeu, che ha condiviso anche la sceneggiatura con Wiseman, è una Sofija solitaria che da voce alle parole di quella che ci appare come una giovane moglie triste e incompresa alle prese con un marito affettuoso ma distratto, lontano, che ignora le passioni della moglie, le sue inquietudini, i suoi turbamenti. Ma anche di una quotidianità difficile fatta di gelosie, incomprensioni, litigi e di rinunce. Per educare i loro tredici figli, per trascrivere i manoscritti del grande scrittore, per gestire le molte incombenze pratiche, la giovane Sofja soffocò le sue ambizioni, rimase nell’ombra dell’ingombrante e celebrato marito.
Tanti piccoli episodi della vita coniugale di Sofja e Lev, narrati nei diari, sono rievocati dalla Boutefeu mentre si muove nel paesaggio bretone della Belle-Île, al largo di Quiberon, o scrive al tavolino alla luce tremolante di una lampada come in una prolungata seduta autoanalitica ma anche come testimonianza della condizione della donna in un mondo fortemente patriarcale, con l’aggravante dell’ego del geniale marito.
Quella di Wiseman è dichiaratamente un’opera più teatrale che cinematografica, si badi bene che non è una critica, dove la scelta minuziosa e l’assemblaggio dei brani tratti dai diari costruiscono un testo molto coerente e molto attuale nel dare conto della condizione di sottomissione della Sofija donna, moglie e madre.
Wiseman è un documentarista più a suo agio nei luoghi affollati, basti ricordare il bellissimo Ex Libris, il documentario di 6 ore sulla National Library di New York ma già in l’Ultima Lettera si era misurato con le riflessioni intime dando voce alle sofferenze di una reclusa di un ghetto ucraino.
Se un appunto si può fare al documentarista prestato alla fiction è sull’uso del paesaggio a supporto e illustrazione delle parole di Sofija che risulta spesso un po’ troppo didascalico e datato. Di certo un peccato veniale ma le onde impetuose che sbattono sugli scogli nel momento in cui la moglie rivolge parole rancorose al marito o l’inquadratura stretta dei fiori nella luce dorata di un tardo pomeriggio mentre Sofija ricorda momenti teneri e struggenti corre il rischio di banalizzare il tutto. Seppure a colori, in Wiseman le onde atlantiche ricordano quelle di Flaherty de L’Uomo di Aran mentre l’erba e i fiori bretoni evocano i documentari sul disgelo nella taiga russa della tv dei Ragazzi degli anni ’60.
Gino Delledonne
Gino Delledonne
Architetto e docente universitario a contratto. Ha collaborato alle pagine culturali di vari giornali tra i quali "Diario" e "Archivio". Devoto del gruppo garage punk degli Oblivians.



