Marina Piperno la prima donna produttrice. Omaggio su OpenDDB e il 25 e 27 gennaio a Venezia e Bologna

È online su OpenDDB l’omaggio a Marina Piperno, prima donna produttrice cinematografica, per riscoprire i suoi lavori su tematiche sociali e politiche, cuore della riflessione negli anni Sessanta e Settanta, tra testimonianze e interviste, documentario e finzione, dalle periferie italiane a quelle sudamericane e africane: sono disponibili in streaming Il Cinegiornale della pace, Sierra Maestra, Diario di bordo e Labanta negro, sul sito. I film sono in deposito presso AAMOD – Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

L’appuntamento con Marina Piperno si rinnova con due serate: la prima sabato 25 gennaio (ore 17:30) al Museo del ‘900 di Venezia Mestre, dove sarà proiettato Le valigie della storia (2023), firmato dalla stessa Marina Piperno e da Luigi Faccini, che saranno presenti in sala. Poi lunedì 27 gennaio, l’evento speciale in occasione della Giornata della Memoria, con la seconda proiezione al Cinema Modernissimo – Cineteca di Bologna (ore 18) e gli autori in sala. Il ritrovamento del materiale girato dal padre tra il 1931 e il 1946 è l’occasione per Marina di ripercorrere la propria vita, sullo sfondo del Novecento. Bambina negli anni delle leggi razziali, scampata ai rastrellamenti del ghetto di Roma, si salva rifugiandosi con la famiglia in un convento. Tra ricostruzione, voto alle donne, studi e infine il cinema, da cineasta e produttrice coraggiosa e appassionata.

Marina Piperno (Roma, 22 marzo 1935) è stata giornalista de Il Paese, dove si occupava di sport e cinema. Negli anni Sessanta si dedica alla produzione cinematografica, fondando nel 1962 la casa di produzione REIAC film: prima donna italiana a ricoprire questo ruolo, i suoi lavori riguardano principalmente il cinema militante, come si diceva un tempo.

Dagli anni Settanta le sue produzioni sono in collaborazione con la RAI. Marina Piperno ha 25 anni quando produce il suo primo film: 16 ottobre 1943, sulla razzia nazista del ghetto ebraico di Roma e la deportazione ad Auschwitz di oltre mille persone, infrangendo il silenzio sceso sulle leggi razziali e la shoah. Ebbe la nomination all’Oscar. Era il 1961 e l’anno successivo fonda la Reiac Film con Ansano Giannarelli e Piero Nelli, percorrendo le strade di un cinema antropologico e storico che nessuno allora praticava.

Esemplare è la spedizione africana da cui nacquero Diario di bordo e Labanta negro. Per l’insieme della sua produzione documentaristica Marina Piperno riceve il nastro d’argento negli anni 1967-68. Labanta negro, Leone d’oro a Venezia nel 1967, diventa prova testimoniale all’ONU contro le violenze dei portoghesi in Guinea Bissau.

Per finanziare il proprio cinema di ricerca, produce film industriali e pubblicità, aprendosi alla collaborazione con la Rai per inchieste innovative e film sperimentali. Il suo primo film di fiction è Sierra Maestra (1968-69): con la regia di Ansano Giannarelli racconta la fine violenta di Che Guevara e le ambiguità di Regis Debray, giornalista francese che l’aveva raggiunto in Bolivia e, forse, tradito. Negli anni del digitale Marina Piperno lavora ancora più intensamente. Con Luigi Faccini fonda e presiede Ippogrifo Liguria, proseguendo nella raccolta di testimonianze contadine e operaie che diventano libri o documentari. Oggi, Marina Piperno ha firmato una corposa autobiografia, Eppure qualcosa ho visto sotto il sole (ed. All Around) e il film La valigia della Storia, regia Luigi Faccini, da mesi in tour nelle università.

© BOOKCIAK MAGAZINE / Tutti i diritti riservati

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 17/2015 del 2/2/2015
Editore Associazione culturale Calipso C.F.: 97600150581