Rom, autismo, tecnologia. Tutta la contemporaneità nei progetti finalisti del Solinas Documentario 2025

 

Il Premio Franco Solinas, in collaborazione con Apollo 11 – La casa del documentario, ha annunciato i progetti finalisti della sezione Documentario per il cinema 2025. Sono tredici le opere che accedono alla seconda fase del Premio: autori e autrici presenteranno i lavori alla giuria (composta da Fabrizio Berruti, Laura Buffoni, Mattia Colombo, Enrica Colusso, Ilaria Fraioli, Peter Marcias, Gianfranco Pannone, Marta Tagliavia), che successivamente decreterà i vincitori del Premio Solinas Miglior Documentario per il Cinema e della Borsa di Sviluppo Valentina Pedicini.

Argomenti diversi che abbracciano la complessità del nostro tempo. Una tendenza al racconto della vita nelle sue molteplici sfumature è espressa in quattro titoli: Blue Girl di Marta Pasqualini in cui la protagonista, una donna autistica, deve fare i conti con una società non inclusiva, ma anche con l’amore e l’accettazione di sé; quattro punti di vista che raccontano Nantes e la comunità Rom presente nella città sono al centro di Casa dolce casa di Cécile Khindria e Vittorio Moroni; un anno a Caserta in una casa famiglia in cui otto ragazzi vivono e cercano di confrontarsi con la vita è raccontato in Costruire di Andrea Zuliani e Francesca Scanu; Redencìon di Carlotta Parodi e Andrea Antonio Vico porta sullo schermo la vita di un clandestino messicano a New York intento a ripulire le strade dalla plastica. 

Anche la storia contemporanea è rappresentata sia da un punto di vista pubblico con Scisma di Edoardo Carboni e Chiara Zago, in cui è narrato l’ultimo scisma d’occidente, sia da quello privato con Vita interrotta di Lorenzo Spinelli in cui la vita del fratello dell’autore, in carcere dal 2011, si lega a quella del nonno Veniero Spinelli anche lui condannato per la sua militanza antifascista.

Anche la riflessione sulla tecnologia trova il suo spazio in due progetti. Forever Young di Nathalie Signorini, Vittorio Moroni e Amy Mayer tratta del lato futuristico di questa, del suo utilizzo al fine di diventare immortali; un racconto dell’aspetto più quotidiano invece è proposto ne L’immagine e la parola di Mario Balconà, in cui è osservato il rapporto di dipendenza dalla tecnologia. 

Il documentario si presta anche a racconti più mistici come dimostrano l’opera di Pietro Bonacci, Cosa faremo da grandi, la cui protagonista è una misteriosa creatura che per comprendere se stessa incarna i dubbi e le incertezze di quattro generazioni, ma anche Confinät di Giulia Bertuletti in cui una valle alpina è lo sfondo per raccontare “lupi invisibili attraversano confini visibili”,  passando per La testa sul cuscino di Lucrezia Le Moli Munck dove l’autrice attraversa un viaggio iniziatico successivamente alla morte di una persona cara, fino ad arrivare a I cani di Palermo di Andrea Vallero, la cui narrazione prende il punto di vista di Charlie e Toto, due cani randagi che vivono nel caos della città. 

Ultimo titolo in concorso è Autoritratto di madre di Giusy Buccheri in cui la maternità e l’affrontarla senza perdere la propria identità sono i temi centrali dell’opera.

Il premio Solinas è partner del premio Bookciak,Azione!

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