Jane Austen e la giovane libraia. Se la letteratura ti fa salvare da sola
È in sala dal 18 settembre (per Movies Inspired) “Jane Austen ha stravolto la mia vita” opera prima della regista francese di origini corse, Laura Piani. Come recita il titolo, la scrittrice di “Orgoglio e pregiudizio” è il filo conduttore di questa commedia romantica godibile ed originale dove l’eroina, Agathe giovane libraia e scrittrice incostante, non avrà bisogno di un uomo per salvarsi. Consigliato …

Si propone come un omaggio alla grande letteratura romantica e in particolare alle persone dal cuore “bovarysta”, eterne insoddisfatte che cercano rifugio nell’immaginario per sfuggire alla banalità del reale il film, Jane Austen ha stravolto la mia vita – presentato nello scorso anno al Toronto Film Festival – in questi giorni nelle nostre sale distribuito da Movies Inspired.
Nel lungometraggio d’esordio, una commedia sentimentale e malinconica, ma al tempo stesso divertente e originale, della sceneggiatrice parigina di origine córsa Laura Piani, gli appassionati della narrativa romantica inglese si riconosceranno nel personaggio della protagonista Agathe, grande ammiratrice della mitica scrittrice britannica Jane Austen (1775 -1817).
Agathe lavora nella storica libreria parigina “Shakespeare & Co” – centro della cultura anglo-americana nella capitale fondata nel 1919 e tuttora esistente – e sogna, come la sua eroina, l’amore ideale e il Mr. Darcy di Orgoglio e pregiudizio, il capolavoro della scrittrice. Ha la sensazione di non appartenere a questo secolo e si trova pertanto a disagio e inadeguata alla sua, e nostra, epoca.
Con tanti romanzi iniziati e mai finiti è un’appassionata di letteratura, “l’ultimo baluardo contro il disordine del mondo”, a suo avviso, ma poco in grado di vivere nel presente, di prendere decisioni sulla sua vita privata e professionale e continua pertanto a combattere contro le sue insicurezze, fra i soldi che non bastano mai e le paure più intime.
La interpreta con intensità la franco-britannica Camille Rutherford, già diretta nel 2013 in La vita di Adele da Abdellatif Kechiche e poi in Anatomia di una caduta (2023) di Justine Triet e protagonista nel 2022 della serie Portofino. Nel ruolo della protagonista Agathe, fra goffaggine sognatrice e scatti infantili, appare davvero l’eroina di un romanzo dell’Ottocento.
Agathe conduce una vita solitaria e abitudinaria, in compagnia del suo decennale migliore amico Félix (Pablo Pauly); convive con sua sorella e il nipote. Una sera, durante una cena al ristorante cinese del suo quartiere, si innamora di un uomo affascinante la cui immagine appare riprodotta sul fondo del suo bicchierino di sakè.
Parte l’ispirazione, e scrive un possibile primo capitolo di un romanzo; le poche pagine vengono lette de Félix il quale, a insaputa dell’amica, le invia a un concorso che prevede in premio un soggiorno di due settimane, insieme ad altri scrittori, proprio nella residenza storica dell’eroina di Agathe, la Jane Austen Residency.
Approda quindi in maniera piuttosto impacciata in un “mondo straordinario”, nella campagna inglese, in stanze antiche, con i libri che spiccano in ogni inquadratura, tappezzerie floreali, merletti e dipinti previttoriani; il breakfast viene servito in camera e si organizzano balli. La accoglie Oliver (Charlie Anson), l’affascinante e snob pro-pro-pro nipote della stessa Austen e immediatamente viene a crearsi fra i due una classica tensione da commedia romantica: scambi taglienti, equivoci, sguardi che dicono più delle parole.
Esplode la conflittualità, anche se questa durerà poco perché la passione per la letteratura e un innamoramento spontaneo li uniranno in modo organico. Ma prima di partire per l’Inghilterra Agathe ha baciato Félix, convinta che questo fosse ciò che lei desiderava; la realtà è però un’altra, e infatti la loro storia verrà stroncata sul nascere.
Nella Jane Austen Residency, tra altri autori stravaganti e inadeguati come lei, con buffe vicende di contorno, come il padre di Oliver affetto da Alzheimer che vaga per il giardino senza pantaloni, la protagonista inizia un percorso di trasformazione al tempo stesso amoroso, sessuale e creativo. Il triangolo amoroso tra Agathe, Félix e Oliver costituisce il nucleo emotivo del film: Félix, l’amico di sempre, il compagno potenziale rappresenta la sicurezza e la complicità, mentre Oliver è l’outsider affascinante e distante, il cui mistero attrae e spaventa.
Agathe si muove tra i due senza mai perdere la propria centralità: il film, infatti, non cerca un “salvatore”, ma una protagonista che possa finalmente scegliere e scrivere la propria storia. Spiega la regista: “Non volevo che Agathe fosse salvata da un uomo, ma che si innamorasse perché riesce a creare, a scrivere, a esistere pienamente per se stessa”.
Immersa nelle campagne inglesi, tra lunghe e appassionanti conversazioni sulla letteratura, in Agathe fioriscono dei dubbi sull’amore perfetto. E se le pagine rarefatte, perfette, di Austen fossero una trappola? E se la felicità non fosse trovare Mr. Darcy, ma imparare ad amarsi senza struggenti cornici romantiche? La risposta sta allo spettatore.
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