La nuova caccia alle streghe in Usa. I bibliotecari che difendono i libri nel doc “The Librarians”
In sala dal 28 settembre (per Wanted) “Libri proibiti- The Librarians” documentario dell’americana Kim A. Snyder dedicato alla nuova caccia alle streghe negli States: i bibliotecari. A chi si rifiuta di rimuovere i testi messi al bando (sono 850 i titoli incriminati) minacce e licenziamenti. Si tratta della nuova battaglia per i diritti civili. Presentato al Sundance 2025 è stato presentato alla scorsa Festa di Roma …

Sono i nuovi sovversivi d’America. E di conseguenza i nuovi bersagli di attacchi, minacce e campagne diffamatorie promosse dai bianchissimi cattolici integralisti e movimenti di madri per la libertà, quelle che durante il Covid, per capirci, volevano la riapertura delle scuole e l’abolizione della mascherine. In sintesi, l’America di Trump.
Parliamo dei bibliotecari, sì proprio i custudi delle librerie scolastiche, quei luoghi protetti in cui abitualmente si rifugiano gli studenti. Ebbene, oggi può accadere anche questo, i lbri tornano ad essere nemici, sono messi all’indice, fino ad essere bruciati sui roghi. A raccontarlo è The Librarians, documentario dell’americana Kim A. Snyder, impegnata da sempre nel sociale, passato al Sundance ed ora alla Festa di Roma.
La struttura è quella classica del reportage, con le interviste ai protagonisti a fare da filo conduttore, accompagnate da repertorio. Sono tante e soprattutto donne le “librarians” che vediamo e ascoltiamo. Molte di loro sono state licenziate per aver difeso, come sottolineano tutte, “il primo emendamento” della Costituzione americana, ossia la libertà di pensiero. Quindi non aver tolto dagli scaffali della scuola i libri proibiti è costato loro il posto di lavoro, mentre ad altre accuse di pedofilia e, ad altre ancora minacce vere e proprie da parte di genitori portatori di armi ed orgogliosi di esserlo.
Siamo in Texas, Florida, Louisiana, New Jersy, Arizona. Ma questa nuova caccia alle streghe si è sviluppata a livello nazionale. La scintilla è partita dal Texas nel 2021 quando il governatore Greg Abbott ha chiesto “la rimozione immediata di questo materiale esplicito e pornografico” dalle biblioteche scolastiche, riferendosi a quell’elenco di 850 titoli stilato dal politico locale, Matt Krause. La maggioranza sono a tema LGBTQ, mentre i rimanenti riguardano razza e il razzismo. Gli autori afroamericani, in particolare, sono i più censurati. E fra loro c’è anche la premio Nobel Tony Morrison. Ma anche il Diario di Anna Frank.
La lista di proscrizione, del resto, ha trovato molte eco sulla stampa, facendo presto il giro del mondo. La notizia che Stephen King è il più vietato nelle scuole d’America ha letteralmente occupato web e giornali. Quello che, invece, non ha avuto la stessa rilevanza mediatica è il seguito. Ossia gli sconcertanti sforzi coordinati tra cittadini, associazioni ed istituzioni per vietare i libri nelle scuole e nelle biblioteche pubbliche di cui racconta il film della Snyder.
Sono i bibliotecari, infatti, a lanciare l’allarme. A raccontare come questa loro battaglia in difesa dei libri è la “nuova battaglia per i diritti civili”. Le immagini di repertorio con Martin Luther King accompagnano a commento le molte testimonianze a proposito.
Lo scontro coi consigli scolastici è feroce. I contenuti queer “sono osceni”, dicono sicure le rappresentanti delle “Moms for Liberty” e non solo. Per i bibliotecari che difendono quei titoli l’accusa è diretta e irrevocabile: pornografi. Ed è un attimo che le loro foto finiscano sul web per pubblici linciaggi.
Una delle vittime di queste aggressioni è Suzette Baker, veterana dell’esercito che ha perso il lavoro per essersi rifiutata di rimuovere dagli scaffali scolastici due testi manifesto come il bestseller antidiscriminazione Come essere antirazzista di Ibram X. Kendi e Tra me e il mondo di Ta-Nehisi Coates. Ma c’è anche una sua collega accusata di pedofilia per aver lasciato tra gli scaffali un libro a disegni per bambini con la storia di due pinguini.
“Era un piacere vedere le cose bruciare. Era un piacere speciale vedere le cose divorate, vedere le cose annerite e trasformate”, ci rimanda Fahrenheit 451 di François Truffaut le cui immagini appaiono a più riprese. All’inquietudine della Storia che si ripete – nel repertorio appare anche Joseph Goebbels – però, The Librarians aggiunge uno spiraglio. A sostenere la battaglia dei bibliotecari ci sono anche gli studenti. Li vediamo battersi al loro fianco, far sentire la loro voce: “non fate i fascisti” gridano.
“Non potrei rimuovere un libro solo perché contiene idee che non ci piacciono”, dice il personaggio di Bette Davis in Al centro dell’uragano, film anti-maccartista di Daniel Taradash, che più colpisce tra quelli scelti dalla Snyder. E questo stanno facendo i bigliotecari, anzi le bibliotecarie d’America. The Librarians ne celebra il coraggio.
Gabriella Gallozzi
Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.
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