Salman Rushdie, Valérie Perrin ed Erri De Luca. La Festa del cinema di Roma fa festa con gli scrittori
Mai come quest’anno la Festa del cinema di Roma (dal 13 al 25 ottobre) è stracolma di titoli letterari, da romanzi, racconti, pièce e graphic novel. Tanti film internazionali già presentati ad altri festival (Cannes soprattutto), ma tante anteprime italiane anch’esse letterarie, come l’apertura Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese o il doppio Erri De Luca in “Me, You” di Bille August in prima mondiale e il doc “I pesci non chiudono gli occhi” ….

Da Salman Rushdie a Valérie Perrin, da Anna Maria Ortese a Brenda Navarro, passando per Anna Frank letta segretamente dalle donne prigioniere dei talebani a Kabul (The Secret Reading Club of Kabul di Shakiba Adil ed Elina Hirvonen). E, ancora, Erri De Luca, ancora Gabriele D’Annunzio (mai come di questi tempi proliferano i film sul vate) e Anna Maria Ortese.
Insomma, se ci fossero ancora dei dubbi su quella che si sta rivelando una vera e propria “dipendenza” del cinema dalla letteratura, la 21° Festa del cinema di Roma (dal 13 al 25 ottobre) ne è la prova. Mai come quest’anno, infatti, il debordante programma (che attinge a molti film già passati ad altri festival) messo a punto dalla direttrice artistica Paola Malanga, propone adattamenti da pièce, graphic novel, romanzi, racconti, oltre a celebrare scrittori e scrittrici da antologia, come Federico García Lorca (La bola negra di Javier Calvo e Javier Ambrossi, visto a Cannes), Thomas Mann (Fatherland di Paweł Pawlikowski, idem passato da Cannes), Patricia Highsmith (A Talent for Murder di Anton Corbijn) o Ingeborg Bachmann (Ingeborg Bachmann – Jemand, der einmal ich war di Regina Schilling).
Ad aprire la Festa, il 13 ottobre, è già il letterario Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese che attinge, infatti, al suo omonimo romanzo (Einaudi nel 2023. Proseguendo il suo discorso sulla coppia, anzi, sulle coppie (stavolta sono tre) riunisce per l’occasione Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Stefano Accorsi, Claudio Santamaria, Edoardo Pesce, Lino Musella, Vittoria Puccini e Rolando Ravello.
Sempre da Cannes arriva in concorso Ceniza en la boca del divo messicano Diego Luna ispirato all’omonimo romanzo della scrittrice e attivista femminista Brenda Navarro (tradotto in Italia da La Nuova Frontiera, 2023, Cenere in bocca). La ricerca di un posto (migliore) nel mondo di due fratelli messicani la cui madre li ha preceduti in Europa molti anni prima, per cortruire loro un futuro possibile. La solitudine, il dolore, il senso di colpo per l’abbandono. Sullo sfondo di un Messico dove le sparizioni di bambini e adolescenti, vittime delle tratte, stanno assumendo proporzioni impressionanti. Di un altro tipo di viaggio racconta Eurotrash di Frauke Finsterwalder, dal romanzo autobiografico di Christian Kracht, in cui il protagonista Philipp attraversa la Svizzera con la madre, dipendente da alcol e psicofarmaci e decisa a sperperare i profitti degli investimenti nell’industria delle armi.
Dalla penna “operaia” dell’inglese Keiran Goddard prende le mosse I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard (passato a Cannes 2026) che ci presenta cinque amici trentenni in una Birmingham dove i palazzi popolari vengono abbattuti. Nella sezione Grand Public arrivano Cambiare l’acqua ai fiori di Jean-Pierre Jeunet, dal bestseller di Valérie Perrin, con Leïla Bekhti custode di un cimitero della Borgogna e Klara and the Sun di Taika Waititi, dal romanzo del Nobel Kazuo Ishiguro, e Whalefall di Brian Duffield, dal bestseller di Daniel Kraus Whalefall: nella balena (Edizioni E/O), con Austin Abrams e Josh Brolin.
Il capitolo italiano è il più fitto, e ruota in gran parte attorno a donne e memoria. L’ora di tutti, esordio alla regia di Stefania Rocca, è liberamente ispirato al romanzo di Maria Corti sul sacco di Otranto del 1480: Idrusa (Alice Pagani) guida le altre donne a combattere, e il film è dedicato “alle donne dimenticate”. Interno familiare di Paolo Coletta, primo lungometraggio di finzione del regista, compositore e drammaturgo, è tratto dall’omonimo racconto di Anna Maria Ortese (Adelphi, dalla raccolta Il mare non bagna Napoli). Nella Napoli di un tempo sospeso, alla vigilia di Natale, Anastasia Finizio (Marianna Fontana) è una giovane donna indipendente ma legata a una famiglia che dipende interamente da lei. Il ritorno di Antonio Laurano, l’uomo che anni prima aveva acceso in lei la speranza di un’altra vita, la costringe in ventiquattr’ore a interrogare la donna che è e quella che potrebbe diventare, mentre realtà, memoria, desiderio e sogno si confondono nell’oscillazione tra reale e immaginario propria del realismo magico di Ortese.
Desiderio di Michela Cescon, liberamente ispirato al romanzo di Giorgio Montefoschi, ripercorre a distanza di anni l’amore tra Matteo (Enrico Borello) e Livia (Romana Maggiora Vergano), dalla Roma della fine degli anni Ottanta a oggi. Il profilo dell’altra di Francesco Bruni, dal romanzo di Irene Graziosi, mette a confronto una scrittrice che ha smesso di scrivere (Pilar Fogliati) e una content creator con milioni di follower (Ginevra Francesconi).
Erri De Luca, poi, compare due volte. Me, You di Bille August, in prima mondiale, è tratto dal suo romanzo Tu, mio e racconta l’estate del 1950 su un’isola italiana, tra Marco, quattordicenne londinese, e Caia, giovane orfana ebrea rimasta sola dopo la guerra; nel cast Sonia Ammar, Kolbjörn Skarsgård, Massimiliano Caiazzo e Tim Roth. I pesci non chiudono gli occhi di Audrey Gordon è invece un documentario: la regista francese riporta De Luca sulla spiaggia di Ischia dove, negli anni Sessanta, è ambientato il romanzo del 2011.
Al libro come testimonianza appartengono due titoli di cronaca. Se domani non torno di Paola Randi, in coproduzione con Alice nella città, è tratto da Cara Giulia (Rizzoli), il libro di Gino Cecchettin, padre di Giulia Cecchettin, e racconta l’assenza di una figlia a partire dall’11 novembre 2023, con Filippo Timi, Tecla Bossi e Sabrina Martina. Il rapimento di Farouk di Carlo Carlei, serie in Freestyle, ricostruisce il sequestro del bambino Farouk Kassam in Costa Smeralda il 15 gennaio 1992 ed è basata sul libro del padre Fateh Kassam, Mio figlio Farouk. Anatomia di un rapimento, con Marco Bocci e Antonia Desplat.
Il teatro fornisce l’altra grande fonte. Mariage au goût d’orange di Christophe Honoré, fuori concorso a Cannes, viene dalla sua opera teatrale autobiografica Le Ciel de Nantes e ruota attorno a un matrimonio nella Nantes del 1978. Sul versante italiano, Spaccanapoli Times di Nadia Baldi porta sullo schermo l’opera di Ruggero Cappuccio, con lo stesso Cappuccio nel ruolo del poeta Giuseppe Acquaviva, ed è girato nella casa dove visse Roberto De Simone.
Il ministero dell’amore di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo (Boris, Ogni maledetto Natale) è tratto dalla pièce Stare meglio oggi (2013) di Ciarrapico: Pif è Aldo, cronista parlamentare il cui “Governo Aldo” precipita quando la storia con Claudia (Alessandra Mastronardi) vacilla. Il teatro è anche il soggetto di Elsinore di Simon Stone, dove Andrew Scott è l’attore Ian Charleson che nel 1989 interpreta Amleto al National Theatre, e di L’ultimo abbraccio “Chi come me” di Michele Mally, documentario sullo spettacolo di Andrée Ruth Shammah, da un testo di Roy Chen, diventato un caso di culto con trecento repliche.
Le graphic novel sono quattro. Giorni felici di Susanna Nicchiarelli, in concorso, viene dall’omonimo fumetto di Zuzu e segue Claudia (Carlotta Gamba) che, nei momenti di eccitazione, si trasforma in una creatura con ali bianche, zanne e zampe da felino. Tangles di Leah Nelson, animazione in bianco e nero, è tratto dalla graphic novel autobiografica di Sarah Leavitt sulla malattia della madre. Paz! di Renato De Maria, restauro del 2001, è costruito sui personaggi di Andrea Pazienza: Pentothal, Zanardi ed Enrico Fiabeschi. In serie, Marvel Vision Quest ha Paul Bettany nei panni di Visione. E in Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti, che non è un adattamento, è Zerocalcare ad animare l’immaginazione della dodicenne Giovanna.
Il resto del programma guarda agli scrittori e ai loro libri. Knife: The Attempted Murder of Salman Rushdie di Alex Gibney parte dall’autobiografia dello scrittore e dai quindici fendenti del 12 agosto 2022. Siri Hustvedt – Dance Around the Self di Sabine Lidl racconta la scrittrice con Paul Auster, mentre la malattia irrompe nella loro vita. L’imaginifico. Gabriele D’Annunzio di Mauro Bartoli, con la voce di Adriano Giannini, ripercorre gli ultimi anni del poeta al Vittoriale.
Ancora Ruth Beckermann, in Wax & Gold, segue l’impatto sui lettori di oggi del Negus di Ryszard Kapuściński. Pinocchio, il bambino del mondo di Paolo Borraccetti festeggia i duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi. Eva Mameli Calvino. La signora dei fiori di Alessandra Usai è dedicato alla botanica, madre di Italo Calvino. A Kabul, il club segreto di The Secret Reading Club of Kabul di Adil e Hirvonen legge libri e diari con telefoni nascosti, ispirandosi al diario di Anna Frank; un po’ come le protagoniste dell’iraniano Leggere Lolita a Teheran di Eran Riklis.
La letteratura entra anche nei riconoscimenti. Il primo Premio Gillo Pontecorvo, istituito nel ventennale della morte del regista, va a Un uomo del suo tempo (Notre salut premio della sceneggiatura a Cannes 26) di Emmanuel Marre in cui il regista ha frugato nelle carte di famiglia (trovando anche il libro che dà il titolo) per raccontare i burocrati della Francia collaborazionista di Pétain, gli uomini comuni, ingranaggi silenziosi che hanno fatto girare la macchina di Vichy. Tra gli omaggi, per Brunello Rondi, scrittore, drammaturgo e regista, si proietta Francesco giullare di Dio di Roberto Rossellini e si presenta il libro Il cinema di Fellini, a cura di Roy Menarini (Fondazione CSC / Edizioni Sabinae). Un’altra sezione è dedicata alla memoria Goffredo Fofi, con una selezione di undici film a lui cari.
6 Aprile 2020
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