“Gaza International Women’s Cinema”. Chiusa la prima edizione si lavora già alla seconda

La prima edizione del Gaza International Women’s Cinema si è appena conclusa il 31 ottobre. “Ma desideriamo assicurarvi che, a partire da domani, inizieremo i preparativi per la seconda edizione”. Lo assicura davanti al pubblico Ezzaldeen Shalh, fondatore, presidente e animatore instancabile del festival che in questi giorni (a partire dal 26 ottobre) dal cuore di Gaza, a Deir al-Balah, dove il Sindacato dei giornalisti palestinesi ha offerto la sua sede, ha parlato al cuore del mondo.

L’ Arancia d’Oro per il miglior film di finzione è andato a Non dirmi che hai paura, titolo italiano di Samia della regista tedesca di origini turche Yasemin Samdereli che, ispirato all’omonimo romanzo di Giuseppe Catozzella (Feltrinelli 2024), racconta la storia esemplare di Samia Yusuf Omar, l’atleta somala che partecipò ai Giochi olimpici di Pechino 2008 e correndo senza velo è diventata simbolo per tutte le donne mussulmane, ma anche oggetto di dura repressione al suo rientro in Somalia. Una storia di resistenza al femminile, insomma, come le tante altre premiate al festival e provenienti da tutto il mondo.

Perché questo è lo spirito del Gaza International Women’s Cinema. “Questo festival è stato concepito come un’espressione delle problematiche che riguardano le donne palestinesi – aggiunge Ezzaldeen Shalh -, e oggi è diventato una realtà. Il Gaza International Festival for Women’s Cinema continuerà a impegnarsi per l’emancipazione delle donne nel cinema, attraverso programmi di formazione che permettano la realizzazione di film capaci di riflettere la realtà delle sfide affrontate dalle donne palestinesi”.

Applausi e ringraziamenti commossi sono andati a tutto il team del festival, alle giurie, ai tanti media partner arabi e internazionali, al Ministero della cultura palestinese, tra le note dell’inno nazionale. “Rinasciamo come l’araba fenice dalle ceneri, perché siamo un popolo che ama la vita, ogni volta che può trovarla – sottolinea Yusri Darwish, presidente dell’Unione generale dei centri culturali in Palestina -. Il festival e il suo team rappresentano la volontà palestinese che non si spezza, e la esprimono attraverso la macchina da presa, la scrittura e la regia, per raccontare la nostra storia e rafforzare l’identità culturale e nazionale. Grazie di cuore a tutti”.


Milena Fiore

Milena Fiore è responsabile dell'area tecnica della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD). E fa parte dell'Assemblea dei garanti. Opera come video editor e digital archive technician. Ha curato il montaggio di numerosi progetti a carattere storico, politico e sociale, oltre che di live performance. Si occupa anche di formazione e laboratori audiovisivi, in particolare con l'associazione CroMA. Attualmente sta lavorando al film "Shooting Revolution" di Monica Maurer.

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