C’eravamo tanto attesi. Elogio delle seconde occasioni nel ritorno a Venezia di Nanni Moretti
Torna a Venezia in pompa magna Nanni Moretti, in concorso con il suo atteso “Succederà questa notte” a quasi quarant’anni dall’ultima volta (allora era al Lido con “Paolombella Rossa”). Tratto dalla raccolta di racconti “Legami” di Eshkol Nevo, il film è una tenera storia d’amore a stazioni, in cui i due protagonisti si rincorrono negli anni. Assente la politica, ma tanta nostalgia e tenerezza per un Moretti più dolce e meno battagliero. Sarà nei cinema dal 3 dicembre …

Bisogna saper essere onesti con chi ci legge. E parte di questa onestà sta nell’ammettere che, per chi vi scrive, vedere un concerto di Bruce Springsteen ripreso da Nanni Moretti significa vedere fondersi due mondi a cui si vuole molto bene. In realtà il regista ha scelto di concedere dei minuti molto abbondanti al Boss nel suo Succederà questa notte, ritorno attesissimo nel concorso di Venezia 83, perché ha voluto essere fedele al primo racconto della raccolta Legami, a cui si è ispirato, firmata da Eshkol Nevo.
I racconti dello scrittore israeliano, già ispirazione per Tre piani nel 2021, ci sono quasi tutti nel film. La differenza è che non sono separati, succedono pressoché in toto alla stessa coppia di personaggi, interpretati da Jasmine Trinca e Louis Garrel. Si amano, ma lo scoprono negli anni, e dopo averlo scoperto devono capire come rendere possibile il loro amore in mezzo a delle vite avviate verso traiettorie molto diverse.
Moretti torna ad adattare Nevo ritagliando, di nuovo, una parte per sé molto ridotta. È il simpatico padre di Trinca, tirato in ballo solo occasionalmente e con una certa quota di ironia. Il resto dello spazio lo lascia ai suoi attori, in cui sembra ormai non essere più interessato a trasferire sé stesso. Sì, niente autofiction, per lui che ne ha fatto un marchio di fabbrica è una notizia. Solo molta nostalgia per le occasioni mancate, per la tenerezza inespressa e per i momenti clou, quelli in grado di definire una vita.
In questa cornice acquista ancora più valore il ritorno a Venezia, dove mancava dal turbinoso affaire di Palombella rossa, a cui la Mostra del 1989 negò il concorso scatenando grandi polemiche. Dopo anni a Cannes, in cui ancora detiene il record di ultima Palma d’oro italiana (La stanza del figlio, nel 2001), era tempo di tornare in patria, di abbandonarsi a un’accoglienza per forza di cose trionfale. D’altronde nessuno come lui ha saputo attrarre affetto da tutte le generazioni, ennesimo tratto che lo accomuna a Springsteen.
Moretti il Boss è andato a filmarlo davvero, a San Sebastián, catapultandoci padre e figlio in un ultimo viaggio che è un delicato passaggio di testimone. Ma è anche una delle tappe in cui Garrel, molto bravo nel suo ruolo, incrocia Trinca senza rendersene conto. I racconti di Nevo sono come stazioni in cui i due devono passare per arrivare al finale, dolce senza essere smielato.
Manca completamente la politica, che pure si affacciava in alcuni dei racconti di Legami. Forse tutto quello che aveva ancora da dire sulla faccenda è stato detto ne Il sol dell’avvenire, il suo film del 2023 in cui rifletteva su quel che è mancato alla sinistra italiana nel corso del dopoguerra. Succederà questa notte è invece un film su cosa manca nella sfera intima, sia esso il coraggio di mollare tutto per una persona o quello di affrontare di petto la crescita difficile dei figli.
Momenti “morettiani” non mancano (i balletti, lo schiaffo, le canzoni, la vespa). A Nevo ruba l’immagine di una partita da tennis in abiti da sposa, ci mette però del suo, trasformandola anche in una festosa e ironica metafora di come gli aneddoti, una volta raccontati, crescono a valanga fino a esagerarsi. Più di una volta, in ogni caso, Moretti ha saputo strappare una risata intenerita al pubblico veneziano.
La destinazione del film è già segnata da tempo, troverà la sala a partire dal 3 dicembre prossimo. Prima dovrà passare per il giudizio della giuria, categoria che non è stata particolarmente generosa con Moretti negli ultimi anni. Era, però, la giuria di Cannes. Venezia è un’altra cosa e, come i personaggi del film, conosce il valore delle seconde occasioni.
Tobia Cimini
Perditempo professionista. Spende il novanta percento del suo tempo leggendo, vedendo un film o ascoltando Bruce Springsteen. Nel restante dieci, dorme.



