A duello con la vecchia. Se Schnitzler si addice (molto bene) a Salvatores

In sala dal 30 marzo (per 01 Distribution) “Il ritorno di Casanova” il nuovo film di Gabriele Salvatores presentato in anteprima al  Bif&st di Bari. Liberamente tratto dall’omonimo capolavoro di Arthur Schnitzler è un affascinante gioco di specchi tra il libertino veneziano e un regista contemporaneo che non si rassegna alla vecchiaia. Con Servillo protagonista e un ottimo cast di fedelissimi di  Salvatores ….

 

Esce nelle sale il 30 marzo, dopo l’anteprima al Bif&st di Bari il bel film di Gabriele Salvatores (prodotto da Edi, Indiana Production, RaiCinema e BA.BE Productions) Il ritorno di Casanova, liberamente tratto dall’omonimo capolavoro di Arthur Schnitzler pubblicato nel 1918. Un gioco di specchi tra il libertino veneziano e un regista contemporaneo che non si rassegna alla vecchiaia

Diciamo subito che il libro a cui si ispira il film serve solo a tracciare un parallelo tra le disavventure di Giacomo Casanova narrate dallo scrittore austriaco, e ambientate nell’Italia del XVIII secolo, e quelle di un regista dei giorni nostri interpretato da Toni Servillo, il quale è impegnato nella trasposizione cinematografica di quell’opera.

Il libro di Schnitzler – già portato sullo schermo da Édouard Niermans nel 1992, protagonista Alain Delon, e ridotto per il teatro nel 2015 da Federico Tiezzi – è dedicato alla figura del noto personaggio veneziano che, giunto al cinquantatreesimo anno di vita, non riesce a scacciare i fantasmi di un crepuscolo ormai imminente.

La sua storia assurge anche a simbolo dell’impero austriaco sull’orlo del tracollo definitivo, “il mondo di ieri che si avvia a una fuga nelle tenebre” come ha scritto Claudio Magris. Toni Servillo, nelle vesti del regista Leo Bernardi, sta vivendo a sua volta questo delicato passaggio, quando si tratta di cogliere gli ultimi frutti che la vita può regalare prima di rassegnarsi alla vecchiaia incombente (Youth di Paolo Sorrentino trattava un tema analogo da una diversa prospettiva).

Si identifica a tal punto con il protagonista del suo film da replicare su un altro versante la sfida che Casanova affronta durante il viaggio di ritorno a Venezia. Casanova cimentandosi in un duello con il giovane pretendente al cuore della bella Marcolina. Il regista Leo Bernardi-Servillo, dopo essersi invaghito a sua volta di una giovane contadina, minacciando di mandare all’aria la sua reputazione e il rapporto con l’establishment cinematografico.

Le due vite parallele sono rese attraverso un continuo alternarsi di scene del film su Casanova, già finito di girare e ora in fase di montaggio, e la vita reale di Leo Bernardi-Servillo, con inquadrature che rimbalzano da un personaggio all’altro in un continuo gioco di specchi.

Nella duplice narrazione Salvatores rimane sostanzialmente fedele all’impianto teatrale che contraddistingue i suoi ultimi film, e anche agli attori che hanno condiviso molti dei suoi progetti: da un molto convincente Fabrizio Bentivoglio (peccato la capigliatura con taglio troppo moderno nelle scene in cui figura senza l’iconica parrucca di Casanova), a Natalino Balasso e Walter Leonardi, da Alessandro Besentini a Francesco Villa (il duo comico Ale e Franz, quest’ultimo in un breve cammeo), visti anche loro in Comedians (2021), cui si aggiungono Antonio Catania e le due giovani attrici Bianca Panconi e Sara Serraiocco.

Almeno due le scene memorabili: il duello tra Casanova e il giovane pretendente, entrambi nudi come mammà li ha fatti, e la ribellione degli oggetti nella casa ipertecnologica di Leo Bernardi, che fa venire in mente Tempi moderni di Charlot e, ancora di più, l’impagabile Mon oncle di Jacques Tati.


Carlo Gnetti

giornalista e scrittore


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