Addio Jonathan Demme, il regista di Hannibal Lecter

È morto a New York il 26 aprile il regista premio Oscar Jonathan Demme. Aveva 73 anni. Autore poliedrico ha attraversato un po’ tutti i generi. Compreso il cinema documentario. I suoi capolavori sono “Il silenzio degli innocenti”, dal romanzo di Thomas Harris e “Philadelphia”

Se n’è andato a 73 anni Jonathan Demme, poliedrico regista americano noto universalmente per Il silenzio degli innocenti, adattamento dell’omonimo romanzo di Thomas Harris che ha fatto mambassa di Oscar nel 1992.

Malato da tempo Demme era nato nella contea di New York il 22 febbraio 1944. I primi passi nel cinema li muove agli inizi degli anni Settanta come sceneggiatore per Roger Corman. Seguono poi le commedie Qualcosa di travolgente con Melanie Griffith e Jeff Daniels (presentato fuori concorso a Cannes nel 1987) e Una vedova allegra… ma non troppo con Michelle Pfeiffer e Matthew Modine. Ma sarà il thriller con Anthony Hopkins nel ruolo di Hannibal Lecter a imporlo all’attenzione internazionale.

A seguire ancora successo e Oscar anche per Philadelphia, sulla storia dell’avvocato gay (Tom Hanks), malato di Aids che fa causa al suo studio legale per essere stato licenziato.

Nei suoi circa quarant’anni di cinema Jonathan Demme ha attraversato un po’ tutti i generi. Firmando anche molti documentari, soprattutto musicali (due su Neil Young e il più recente su Enzo Avitabile), ma anche caratterizzati da un forte impegno civile, come il magnifico The Agronomist del 2003, dedicato alla figura di Jean Dominique giornalista haitiano simbolo della ribellione contro la dittatura di François Duvalier.

Del resto a proposito del suo cinema Demme amava ripetere: “Ogni film deve avere il più possibile azione, umorismo, un po’ di sesso e una buona dose di impegno sociale possibilmente orientato a sinistra”.