Toni Morrison, la letteratura come arma di libertà. La scomparsa della scrittrice da Nobel

Con i suoi romanzi ha portato alla ribalta le storie degli afroamericani, facendo giustizia dei soprusi e delle ingiustizie subite nei secoli. Soprattutto da parte delle donne, relegate da sempre ai margini della letteratura e della vita.
È morta all’età di 88 anni Toni Morrison, la prima donna afroamericana a ricevere, nel 1993, il Nobel per la Letteratura. Acclamata dai critici e amata dal pubblico, ha ricevuto molti riconoscimenti, tra cui la Medaglia della Libertà, il più alto riconoscimento civile degli Stati Uniti, conderitole nel 2012 da Barack Obama. Eppure, come amava ripertere, ha iniziato a scrivere rubando tempo alla sua attività di ragazza madre.
Il suo debutto letterario risale al 1970, quando aveva quasi quarant’anni, con L’occhio più azzurro (The Bluest Eye). Tra i suoi titoli più famosi, Sula, L’isola delle Illusioni e Amatissima (Beloved) dell’87, in cui narra la vita di Sethe, una mamma schiava perseguitata dalla memoria della figlia che aveva ucciso per evitare che continuasse a vivere in schiavitù. Il grande Jonathan Demme ha firmato una trasposizione cinematografica del romanzo nel ’98.
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