Addio Maurizio Costanzo. Tutto il cinema dell’inventore del salotto tv, tra Scola e Avati


È morto a Roma nella mattina del 24 febbraio Maurizio Costanzo, giornalista, conduttore tv, autore e sceneggiatore. Nato a Roma il 28 agosto 1938, Costanzo ha firmato decine di programmi radiofonici, televisivi e commedie teatrali (Il marito adottivo, Vuoti a rendere ecc.). Ha raggiunto la grande popolarità nel 1976, conducendo il talk-show Rai Bontà loro.
A legare indelebilmente il suo nome al piccolo schermo sarà però il Maurizio Costanzo show, in onda dal 1982 su Mediaset, “il” salotto televisivo per antonomasia, dove un po’ tutti i vip e non si sono seduti almeno una volta, o hanno desiderato farlo.

Maurizio Costanzo ha avuto anche una prolifica attività di sceneggiatore. Circa 25 film, compresa la collaborazione alla prima stesura dello script di Salò – le 120 giornate di Sodoma, l’ultimo film postumo di Pier Paolo Pasolini. Il più celebre, però, è  un capolavoro come Una giornata particolare di Ettore Scola, di cui ha firmato soggetto e sceneggiatura insieme a Ruggero Maccari e allo stesso regista.

Duratura è stata poi la collaborazione con Pupi Avati per cui firma numerosi soggetti e sceneggiature. Parte nel 1976 con la commedia satirica Bordella. Seguono i “gotici”, La casa delle finestre che ridono, Tutti defunti… tranne i morti, il televisivo Le strelle nel fosso e l’horror Zeder. Completano la collaborazione due miniserie tv di tutt’altro genere: Jazz Band  e Cinema!.

La sua firma come sceneggiature figura anche nella miniserie Rai dedicata allo storico personaggio di Paolo Villaggio, Giandomenico Fracchia – Sogni proibiti di uno di noi per la regia di Antonello Falqui (1975). Costanzo ha lavorato anche a vari titoli letterari: Riuscirà il cav. papà Ubu…? Avventura con attori, burattini e canzoni, miniserie Rai in tre puntate per la regia di Vito Molinari e Beppe Recchia, liberamente ispirata ai personaggi creati da uno dei grandi esponenti del cosiddeto teatro dell’assurdo, Alfred Jarry.

Con Marco Leto firma, ne ’76, soggetto e sceneggiatura di Al piacere di rivederla commedia di denuncia sulla corruzione politica e della chiesa, dal romanzo di Paolo Levi, anche lui impegnato nel soggetto e sceneggiatura. Dello stesso anno è la collaborazione di Costanzo a Madama di Duccio Tessari, dall’omonimo romanzo di Massimo Felisatti e Fabio Pittorru. Dalla sua stessa commedia teatrale Un coperto in più Flavio Mogherini ha tratto il film con Marcello Mastroianni protagonista, Culastrisce nobile veneziano.

Come regista firma un unico film: Melodrammore del ’78, curioso omaggio metacinematografico ai melodrammi di Raffaello Materazzo con un cammeo di Amedeo Nazzari.

L’ultio saluto a Maurizio Costanzo sarà sabato 25 febbraio in Campidoglio, dalle 10,30 fino alle 18 di domenica 26 febbraio. I funerali saranno lunedì 27 febbraio, sempre a Roma, ore 15, alla Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo.