Addio Nico Naldini, scrittore e biografo di Pasolini, suo cugino


Scrittore, poeta, saggista. È scompaso a 91 anni, il 9 settembre a Treviso, Nico Naldini, cugino e biografo di Pasolini ma anche di tanti grandi del ‘900 (Parise, Cmisso, De Pisis).

Sua madre, Enrichetta Colussi, era sorella della madre di Pier Paolo Pasolini, Susanna Colussi. Ed entrambi condividevano l’attaccamento assoluto per loro.

Ha esordito come poeta con il volume Seris par un frut (1948), pubblicato nelle edizioni dell’Academiuta di lenga furlana fondata da Pier Paolo Pasolini. A questo sono seguiti numerosi altri libri di poesia: Un vento smarrito e gentile (1958), La curva di San Floreano (1988), Piccolo romanzo magrebino (2002), I confini del paradiso (2004), Una striscia lunga come la vita (2009, a cura di Francesco Zambon).

A partire dagli anni Ottanta ha pubblicato importanti biografie di Leopardi, Pasolini, Comisso, De Pisis e altri; inoltre ha curato la pubblicazione delle Lettere di Pasolini (1986-1988) e di alcuni inediti di Comisso e dello stesso Pasolini, tra i quali, nel catalogo Guanda, Un paese di temporali e di primule (nuova edizione 2015) e Romàns (nuova edizione 2015).

Della sua produzione narrativa ricordiamo in particolare: Nei campi del Friuli (1984), Alfabeto degli amici (2004) e La sibilla non vuole morire (2012). Per Guanda ha pubblicato inoltre il romanzo Il treno del buon appetito (1995) e le raccolte di poesie e prose Meglio gli antichi castighi (1997) e Piccolo romanzo magrebino (2016).

Al cinema ha fatto un’unica incursione con Fascista, documentario di montaggio (materiali Luce) sul Ventennio che scatenò non poche polemiche.

A Naldini si deve la nascita del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa che non esisterebbe se lo scrittore e gli altri familiari non avessero deciso di cedere alla Provincia di Pordenone la casa della famiglia dove Nico e Pierpaolo sono cresciuti.