Il melò della leonessa cinese alla Mostra. Amori letterari che non infiammano

Passato fuori concorso, “Love After Love” della decana delle cineste di Hong Kong, Ann Hui incoronata leonessa alla Mostra insieme a Tilda Swinton. Un melodramma raffinatissimo dalle parti di “In the Mood for Love“, ispirato al romanzo di Zhang Ailing, scrittrice cinese tra le più grandi del secolo scorso. Amori tormentati sullo sfondo delle ipocrisie di una società oppressiva. Molta eleganza ma poche emozioni …

Cannes 2020, quella che non c’è, mette in selezione In the Mood for Love, il film simbolo di Wong Kar-wai restaurato per i suoi vent’anni. Venezia 77 risponde con Love After Love, portato in dote dalla leonessa Ann Hui, festeggiata alla Mostra della ripartenza per la sua quarantennale carriera da protagonista del cinema di Hong Kong e già premiata qui al Lido per il suo toccante, A Simple Life

Nel nuovo estetizzante melò di Ann Hui, infatti, siamo un po’ nel mood Wong Kar-wai, e non solo per un fatto geografico o la condivisione dello stesso direttore della fotografia, Christopher Doyle.

Sul piatto, anzi sullo schermo, si avvicendano atmosfere raffinatissime, costumi da défilé (di Emi Wada), eleganza diffusa un po’ ovunque a condire l’eterno tema delle pene d’amore. Lì raccontate nel romanzo breve, Un incontro (edito in Italia nel 2005 da Einaudi), di Liu Yichang, fondatore della letteratura moderna di Hong Kong. Qui, in Love After Love, portate sulla pagina da una scrittrice abile nella narrazione dei tormenti femminili come Zhang Ailing (inglesizzata in Eileen Chang) tra le più grandi autrici cinesi del XX secolo.

A lei, tra l’altro, Ang Lee deve il suo Leone d’oro del 2007: Lussuria, storia a tinte forti di amori e tradimenti nella sordida Shanghai dell’occupazione giapponese. Mentre Ann Hui deve a Zhang Ailing questi due intensi ritratti di donna, la zia e la nipote, sullo sfondo della società ipocrita della Hong Kong dei Quaranta. Una società oppressiva che chiede alle sue figlie una scelta impossibile tra felicità e reputazione, narrate nel racconto, Tracce d’amore, tradotto per il pubblico italiano per la prima volta da Bur nel 2011.

Sperimentatrice di generi e faro della cosiddetta Hong Kong New Wave, che tra i Settanta e gli Ottanta ha rivoluzionato il cinema asiatico portandolo all’attenzione internazionale, Ann Hui mette in scena un melodramma raggelato e passionale allo stesso tempo i cui protagonisti, l’insaziabile George, l’innamorata Ge Weilong e la regina degli intrighi (di letto) Lady Liang, mostrano i molteplici lati oscuri nonché debolezze dell’essere umano. L’eleganza formale, l’abbiamo già detto, e il dècor raffinatissimo di Love After Love non bastano, però, ad accendere l’emozione dello spettatore. Resta comunque un buon prodotto mainstream destinato magari alle sale della riapertura. Cina compresa.