Addio Valentina Pedicini, giovane combattente. Ci mancherà il tuo cinema coraggioso

È un colpo al cuore la scomparsa di Valentina Pedicini. Appena 42 anni e una malattia feroce che non le ha dato tregua. Nata a Brindisi il 6 aprile 1978, dopo gli studi di regia alla Zelig, scuola di documentario, aveva subito fatto notare il suo stile personalissimo e il suo carattere da combattente con Dal profondo, doc girato in miniera, seguendo la vita dell’ultima donna minatrice.
I temi duri, difficili, estremi sono quelli che l’appassionavano di più. Come il genocidio degli jenisch in Svizzera. Centinaia e centinaia di bambini “zingari” rinchiusi in ospedali psichiatrici o orfanatrofi e poi abusati, sterilizzati, sottoposti ad elettoshock, terrificante pagina del Novecento che Valentina ha denuciato in Dove cadono le ombre, suo unico film di finzione, coraggioso e teso, presentato alle Giornate degli Autori nel 2017 e disponibile su RaiPlay. O ancora il suo ultimo, Faith, girato tra le colline marchigiane al seguito di una comunità del tutto particolare guidata da un maestro di Kung Fu che, come gli altri suoi lavori, ha fatto incetta di premi anche interazionali.
Sono appena tre i film che ci ha lasciato Valentina (si aggiunge il corto Era ieri), davvero troppo pochi se si pensa al suo talento prematuramente interrotto. Ma tanti guardando alla loro potenza.
“Oggi Valentina non c’è più – la ricorda Donatella Palermo, produttrice del suo ultimo documentario -. Questa appena trascorsa è stata la sua ultima notte. È difficile da accettare. Penso al suo film Dal Profondo: comincia con una discesa nell’oscurità della terra, un’immagine che si fa sempre più buia e una voce di donna che dice: ‘Respira, respira piano, non aver paura; presto i tuoi occhi si abitueranno al buio’. E alla fine del film una donna cammina sull’orizzonte e appare una scritta: E non so passare ora a nuoto la notte | ho fatto qualcosa contro la paura | mi sono seduta a scrivere | per chi vorrà sedersi. Ecco, Valentina non ha passato la notte, ma ha scritto i suoi film. Noi possiamo sederci a guardarli e qualcosa di lei c’è ancora. “e la notte adesso fa meno paura” (da Faith)”.
Gabriella Gallozzi
Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.
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