Angelina Jolie legge Alessandro Baricco. Arriva su Sky l’esangue “Senza sangue”
In onda domenica 14 settembre (ore 21:15) su Sky Cinema Uno, in streaming su NOW e disponibile on demand “Senza sangue” nuovo film da regista di Angiolina Jolie, dall’omonimo romanzo di Alessandro Baricco (Feltrinelli). Nel solco dei suoi precedenti lavori dedicati a guerre e dittature anche qui quello che sta a cuore alla diva ed ex ambasciatrice delle Nazioni Unite, è riflettere sull’assurdità dei conflitti, della violenza e delle vendette. Con Salma Hayek e Demián Bichir nei panni dei protagonisti il film soffre di troppo dialogo e poco cinema. E anche il messaggio pacifista ne esce “esangue” …

“Non lo famo ma lo dimo”. Ricordate l’adagio degli sceneggiatori cialtroni di Boris? Tradotto: questa scena costa troppo, non la giriamo (“non la famo”) ma facciamo spiegare l’azione agli attori, “la dimo”, ne facciamo un dialogo.
Senza sangue, il nuovo film da regista di Angelina Jolie, sembra scritto da loro. Dietro, invece, c’è prima di tutto uno dei titoli di successo di Alessandto Baricco, l’omonimo romanzo breve del 2013, portato in libreria da Feltrinelli e già diventato un fumetto (Tito Faraci ai testi e Francesco Ripoli ai disegni). Ma poi e, soprattutto, c’è tutta la volontà della diva engagée, con vent’anni di impegno dalla parte dei rifugiati, altrettanti come “ambasciatrice di buona volontà” nei paesi più a rischio del pianeta, di proseguire da regista il suo impegno contro le guerre. Portato avanti da anni nel racconto al cinema di fronti e regimi, dalla Bosnia in fiamme (Nella terra del sangue e del miele) alla Cambogia dei Khmer Rossi (Per primo hanno ucciso mio padre).

Volle fotissimamente volle. Angelina Jolie ha comprato i diritti, l’ha scritto e l’ha pure prodotto con la sua Jolie Productions (ci sono anche Fremantle e The Apartment Pictures, società del gruppo Fremantle) scegliendo la diva, anche lei engagée e femminista Salma Hayek (ora con l’aggiunta del cognome Pinault dopo il matrimonio col miliardario francese) come protagonista.
È lei Nina che vediamo da bimba nascosta nella botola della sua casa, mentre assiste allo sterminio di papà e fratello. A lasciarla in vita, dopo averla trovata nel suo rifugio e non aver fiatato, è Tito, il più giovane degli assassini della sua famiglia. È la scena iniziale di Senza sangue ed è l’unico momento di vero cinema che riserva il film. Il resto è tutto un po’ “la dimo”, con l’incontro tra i due, molti anni dopo, da adulti e il confronto, verbosissimo, tra i loro ricordi contrapposti al tavolo di un bar.
Tito (Demián Bichir in versione cane bastonato) trascorre le sue giornate nel baracchino dove vende biglietti della lotteria, consumato dal senso di colpa e dal terrore di quell’incontro che sapeva essere nel suo destino. Nina, ricca ed elegante, madre di tre figli di un marito che forse l’avrebbe voluta morta, con l’intera vita segnata dalla violenza e dalla rincorsa degli assassini dei suoi.
Vita raccontata, dicevamo, per lo più. Salvo vari flashback – visivi- che ci portano negli ambienti polverosi e accaldati di un paese latino, non identificato. Così come l’ha voluto Baricco nel suo romanzo. Il film gli resta sostanzialmente fedele. Nelle tematiche soprattutto. L’assurdità della guerra, le ideologie che ne giustificano la violenza, l’eterna spirale della vendetta e il dolore che resta. Ne dicono, ne ridicono Nina e Tito davanti a quel tavolo del bar, di cui alla fine conosciamo ogni dettaglio di stoviglie e menu.
I loro occhi che, vent’anni prima, s’erano incrociati nel fondo di quella botola li rivediamo a mo’ di mantra. Anche verso il finale decisamente esangue piuttosto che senza sangue. Come tutto il film, del resto.
Poco l’entusiasmo che ha accolto il film al Festival di Toronto e poi al Torino FilmFest (della nuova era Base) dove è stato presentato. Ora tocca alla prova più severa, quella del pubblico in sala. Magari chissà, in Italia i fan di Alessandro Baricco, come già accaduto per La leggenda del pianista sull’oceano, faranno la differenza.
Gabriella Gallozzi
Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.
18 Dicembre 2017
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