Ma quale Malefica?! Alla fine sono tutte Brave, Belle e pure Benefiche

Pre-apertura di Alice nella città alla Festa di Roma, arriva in sala dal 17 ottobre (per The Walt Disney Company Italia), “Maleficent, Signora del Male”, secondo capitolo del nuovo fantasy disneyano diretto da Joachim Rønning con Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer. Tutto sommato un godibile mix tra la favola (da Perrault ai Grimm, alla versione del classico animato disneyano de La bella addormentata nel bosco del 1959) e il fantasy. E alla fine, Malefica e Ingrid si redimono pure, così da mostrarsi Brave, Belle e pure Benefiche!

 

Cattivissima me, anzi di più: Malefica. Nomen omen e così l’Angelica Angelina (Jolie) che nel primo capitolo si era redenta, inventandosi mamma e adottando l’eterea Aurora (Elle Fanning) – dopo averla trafitta col fuso che rischiava di farla dormire per sempre – ridiventa Maleficent, Signora del Male nel secondo capitolo del nuovo fantasy disneyano, già evento di pre-apertura, a Roma, del festival Alice nella Città e dal 17 ottobre nelle sale italiane.

Cattiva, dunque, ma per amore e gelosia, visto che la fatina Aurora si è svegliata per davvero, snobba un po’ la mamma e spasima sempre di più per il bel Principe Filippo del vicino regno di Ulstead, quello degli umani: diviso però da quello delle fate (dove regna Malefica) e non solo a causa della foresta di rovi che ne segna il confine. Di là, nella Brughiera, tra fatine, elfi, creature volanti impalpabili come il polline e alberi parlanti forti come giganti, domina il bene. Di qua, tra gli umani, cresce il male.

Cattivissima, oltre i modi cortesi ed eleganti, si rivela pure la Regina Ingrid (Michelle Pfeiffer) che invita Malefica e Aurora a una cena a Castello, organizzata per suggellare l’incontro tra Aurora e Filippo (Harris Dickinson). Cena delle beffe, che va a finire molto male: tra Aurora che un po’ si vergogna della madre e le copre con una sciarpa le vistose corna (è pur sempre una creatura diabolica, anche se convertita al buonismo); tra Ingrid che lancia velenose frecciate a parole; tra un proiettile (lanciato per davvero) di ferro, metallo letale per Malefica; tra Re Giovanni (l’attore scespiriano Robert Lindsay) che piomba pure lui in un sonno improvviso e profondo. E alla fine di questo parapiglia improvviso e quasi tarantiniano, tra i due Regni scoppierà una Grande Guerra.

Malefica, intanto, aiutata dal fido Fosco (il bravissimo Sam Riley), mutante un po’ uomo, un po’ corvo e un po’ altre creature, verrà soccorsa e curata da Conall (Chiwetel Wjiofor), un suo simile con tanto di corna e ali, che la conduce in uno sconosciuto Regno sotterraneo, tra le Creature delle Tenebre costrette all’esilio dai soliti umani cattivi. In basso e dal «basso» si creerà una nuova solidarietà e muoverà la rivolta che porterà all’epica battaglia finale. Come andrà a finire e i successivi sviluppi fanno parte della sorpresa finale che – va da sè – non vi riveliamo.

Il regista Joachim Rønning (che aveva già diretto Maleficent del 2014), orchestra un tutto sommato godibile mix tra la favola (da Perrault ai Grimm, alla versione del classico animato disneyano de La bella addormentata nel bosco del 1959) e il fantasy.

L’apparato scenografico (realizzato da Patrick Tatoupolos nei mitici studi londinesi di Pinewood) è imponente (impressionante il Castello-Città di Ulstead). I costumi (creati da Ellen Mirojnick) sono un continuo e sorprendente défilé da Settimana della moda e del lusso. Il resto – e non è poco – lo fanno gli effetti speciali cha danno il meglio nel conflitto finale, a metà tra le incursioni delle «squadriglie» volanti di Avatar e le gigantesche battaglie de Il Signore degli Anelli.

E le Regine? Cattive, Cattivissime? Ma neanche per idea, perché alla fine, Malefica e Ingrid si redimono o sono costrette a farlo. Del resto le due Dive, Angelina e Michelle, negli incontri stampa che hanno accompagnato il film, si sono spese – oltre che in elogi reciproci – in sentite dichiarazioni sull’accoglienza della diversità, sull’ambiente da salvare dal malvagio Antropocene, su quanto è bello e complicato essere madri, sul male che non è sempre e solo male, sul bene e sulla tolleranza. Brave, Belle e pure Benefiche!


Renato Pallavicini

giornalista e critico di cinema e fumetti

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