Cent’anni di Tonino Guerra. Rinviati (per ora) anche i suoi festeggiamenti
Tonino Guerra potrebbe essere il personaggio simbolo di tutto quel gruppo di intellettuali italiani emerso subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale. La generazione di Fenoglio, Calvino, Pasolini, Rossellini e via discorrendo, quella nuova leva culturale italiana che emerse dalle ceneri della guerra civile e ridiede lustro a un settore violentato dal totalitarismo del regime fascista.
Come tutti i membri di quella generazione, Guerra ha vissuto l’esperienza tragica successiva all’otto settembre, forse in maniera più dura degli altri poiché catturato come antifascista e deportato per un anno in un campo della Germania occidentale. Lì conobbe dei conterranei a cui rese più vivibile l’inferno recitando a memoria sonetti nel loro dialetto, il romagnolo. Tornato a casa raccolse quei sonetti in una raccolta, I scarabocc, e li pubblicò anche grazie all’appoggio di Carlo Bo.
Oggi, 16 marzo, Tonino Guerra avrebbe compiuto cent’anni, confermando che il 1920 è stata un’annata incredibile per la cultura italiana: Rodari, Sordi, Fellini. Quest’ultimo grande amico di Guerra, con cui scrisse E la nave va, Ginger e Fred e Amarcord, che già dal titolo in romagnolo (benché ora sia, proprio grazie al film, un vocabolo pienamente italiano) rivela inequivocabilmente l’influenza di quella poesia dialettale germogliata nel luogo più oscuro possibile.
In letteratura è stato prolifico poeta e romanziere. Nel cinema straordinario sceneggiatore che ha collaborato con i più grandi nomi del cinema mondiale, da Rosi a Monicelli, dal già menzionato Fellini a De Sica. Ma su tutti i due nomi con cui ha condiviso oltre che il lavoro anche una profonda amicizia sono stati Michelangelo Antonioni e Andrej Tarovskij. Con l’autore ferrarese ha scritto i film di maggiore impatto: L’avventura, L’eclisse, La notte, Zabriskie Point, Deserto rosso e Blow-up (che gli valse anche una nomination all’Oscar). Con il grandissimo regista russo ha scritto il capolavoro Nostalghia, ma hanno diretto insieme anche Tempo di viaggio, un documentario che li mostra alla ricerca dei luoghi per il film.
Guerra è stato un intellettuale inimitabile, penna straordinaria in grado di rendere profondamente le molteplici sfaccettature dell’umano, ma ad oggi lo si ricorda ancora troppo poco. Anche questo suo centenario finisce un po’ in ombra, complici i grandi nomi con cui lo condivide. Non bastasse questo, le celebrazioni di questo grande personaggio della cultura italiana sono andate inevitabilmente sospese per l’emergenza sanitaria nazionale. Nell’attesa di omaggiarlo come merita, vi segnaliamo questo breve tributo video ma anche il corposo numero di suoi interventi e poesie che la rete, per fortuna, mette a disposizione.
Tobia Cimini
Perditempo professionista. Spende il novanta percento del suo tempo leggendo, vedendo un film o ascoltando Bruce Springsteen. Nel restante dieci, dorme.
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