“Cinevasioni”: online il bando per il cinema che entra nelle carceri (malgrado il virus)

La diffusione del Coronavirus in Italia colpisce drammaticamente (anche) le carceri, con numerose proteste e rivolte da Nord a Sud (durante le quali, a Modena, sono morti sei detenuti) causate dalla paura del contagio e dalla stretta su visite e permessi. In un contesto così difficile assume un’importanza ancora maggiore l’iniziativa Cinevasioni, Festival del cinema in carcere, la cui terza edizione si svolgerà (emergenza sanitaria permettendo) dal 4 al 9 maggio nella casa circondariale Rocco D’Amato di Bologna.

È già online (al sito cinevasioni.it) il bando per partecipare al concorso, aperto (fino al 4 aprile) a tutti i lungometraggi (di durata superiore ai 50 minuti) la cui prima proiezione pubblica sia avvenuta dal 1 gennaio 2018. Tra i requisiti obbligatori, la presenza di almeno un rappresentante dell’opera (regista, attore protagonista, produttore, sceneggiatore, montatore, direttore della fotografia, autore della colonna sonora) alla proiezione del film durante le giornate del festival.

Cinevasioni, infatti, organizzato dall’omonima Associazione (nata nell’ottobre 2018) intende gettare un ponte tra il mondo esterno e il microcosmo delle carceri attraverso la condivisione della cultura cinematografica. A questo scopo l’evento, aperto al pubblico, si collega al laboratorio “Cinevasioni Scuola”, frequentato da detenuti che andranno a comporre la giuria del concorso, presieduta da una figura esterna nominata dalla direzione artistica.

Il film vincitore si aggiudicherà la Farfalla di Ferro (fabbricata nell’officina del carcere della Dozza di Bologna), che nelle passate edizioni è andata a Gabriele Mainetti, per il cinecomic “all’italiana” Lo chiamavano Jeeg Robot (2016), e a Marco Danieli per la contrastata storia d’amore de La ragazza del Mondo (2016).

Un bell’appuntamento (che ci auguriamo potrà essere confermato) per scommettere sul cinema come strumento affinché le carceri siano davvero luoghi di riscatto e riabilitazione e non di esclusione e disagio sociale ulteriori. Nella stessa direzione va, anche quest’anno, la sezione speciale del Premio Bookciak, Azione! rivolta alle allieve-detenute del liceo artistico statale Enzo Rossi, nella casa circondariale di Rebibbia a Roma.