Comunisti, Rodari e la guerra. Ecco i vincitori del Premio Zavattini 2020/2021 dedicato a Valentina Pedicini

 



“È un archivio più del presente che del passato”. La vitalità rintracciata da Cesare Zavattini nell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico è al centro del Premio Zavattini – Unarchive (partner nella sezione Memory Ciak del Premio Bookciak, Azione!) che ogni anno premia i corti documentari realizzati con materiali di riuso da giovani film maker.

Quest’anno la giuria guidata dalla presidente Laura Delli Colli e composta da Simone Isola, Patrizia Penzo, Paola Scarnati e Valentina Pedicini (al talento della giovane regista, scomparsa prematuramente, è dedicata l’edizione 2021) ha selezionato i seguenti tre progetti che saranno poi realizzati nell’ambito di preziosi laboratori guidati da addetti ai lavori: Heimat di Giovanni Montagna (a cui va anche la menzione dedicata ad Ansano Giannarelli), Comunisti  di Davide Crudetti, Sbagliando s’inventa di Alice Sagrati.

Alla terna dei vincitori si aggiunge la menzione speciale a Seize the time 2020 di Marco Scola Di Mambro “per il segno di forte attualità nel progetto di questo film che denuncia il razzismo, oggi come ieri”. Il racconto della storia di chi ogni giorno deve abbattere le barriere imposte dalla società e deve combattere per i propri diritti, sulla scia delle discriminazioni che hanno affrontato negli anni ’70 le comunità afroamericane raccontate dal realismo di Antonello Branca.

Il giovane Montagnana con Haimat è stato premiato per aver raccontato la tragedia dell’esperienza della guerra e il dissolversi della memoria. Nelle proibitive condizioni del fronte russo i ricordi vengono affidati alle lettere, unica porta d’accesso alla quotidianità fatta di affetti: a tenere in vita un continuo desiderio del ritorno a casa (l’heimat del titolo). A questo “inno universale alla pace” la Giuria ha assegnato anche la menzione ad Ansano Giannarelli, tra i fondatori dell’Archivio audiovisivo, al fianco di Zavattini nello sposare (fin dal Cinegiornale della Pace del 1963) la causa della pace .

Il dissolversi dell’ideologia e lo scontro tra memorie generazionali sono al centro di Comunisti di Crudetti. I comunisti del titolo sono i genitori del giovane protagonista, trentenne alla ricerca della propria identità, scisso tra un passato di militanza che non ha mai vissuto ed un presente costituito dalla perdita di certezze (e di ideologie). La vicenda autobiografica del giovane regista viene rappresentata con tono ironico, proprio a partire dai suoi ricordi e dal proprio archivio domestico, in cui tutto – a cominciare dal carillon che suona l’inno dell’internazionale – sa di comunismo: di un passato glorioso ma irrecuperabile.

La fantasia di Gianni Rodari è al centro dell’opera della più giovane tra i vincitori; la ventitreenne Alice Sagrati. Nel suo Sbagliando s’inventa l’immaginazione e il linguaggio dei bambini diventano la base a partire dalla quale ripensare noi stessi e la società in cui viviamo. I bambini sono i destinatari e gli ispiratori di un’opera che, sulla scia di Elsa Morante nel Mondo salvato dai ragazzini, pone al centro la fantasia e si ispira anche visivamente al mondo narrativo di Rodari.

Guarda l’intervista ai vincitori.