Da Ferlinghetti a Pasolini. C’è tanta bella politica e tanto da leggere al Torino FilmFest dei 40
Pier Paolo Pasolini ovviamente, ma poi Lawrence Ferlinghetti ; il doc dal libro di Aldo Cazzullo su Lotta Continua; Mimmo Cuticchio che rilegge la Divina Commedia; Renato Carpentieri che fa il sindaco comunista di Napoli Maurizio Valenzi in una pièce che è anche un film. C’è come sempre anche molta letteratura in questa edizione anniversario dei 40 anni del Torino FilmFest che si promette ben più politica delle altre e cinefila quanto basta. Dal 25 novembre al 3 diembre sotto la Mole …

Quarant’anni sono tanti, checché se ne dica, ma per i festival cinematografici forse sono anche un pochino di più di tanti. Sono il segno di uno sforzo mantenuto e di un’istituzione conquistata. E sono anche gli anni del TFF, il Torino Film Festival, che appunto da quattro decenni (ri)porta in città tanto cinema (del resto è qui che è nato). Lo farà ancora, ovviamente, quest’anno, dal 25 novembre fino al 3 dicembre sotto la direzione di Steve Della Casa che l’aveva già accompagnato 20 anni fa.

La selezione, come sempre, è stata costruita seguendo percorsi molto diversi tra loro, ma con l’obiettivo di prendere dai vari festival internazionali il meglio, senza cadere nello scontato. Così, solo per citare un paio di titoli, da Cannes arriva Eo di Jerzy Skolimowski, ispirato al Balthazar di Robert Bresson, che in Francia la scorsa primavera si è guadagnato il Premio della Giuria (ex aequo con il letterario Le otto montagne). Mentre da Venezia arriva il regista più festivaliero di tutti, Lav Diaz, col suo A Tale of Filippino Violence, per il quale si è tenuto sotto i 450 minuti (sembra una battuta, ma chi ama questo grande regista conosce il suo perverso piacere nel fare film fluviali) e che si è guadagnato ottimi apprezzamenti. 
Non ha paura della politica, il TFF, un pregio che in quest’epoca sembra essere raro. Soprattutto non ha paura di riflettere sulla storia politica, un pregio questo che invece è raro in ogni epoca. Sono tanti i documentari selezionati che cercano di rimettere insieme i pezzi della storia sociopolitica italiana, in vari modi e attraverso vari personaggi, raccolti tutti nella sezione “Dei conflitti e delle idee”.
Tony Saccucci presenta Lotta Continua, liberamente ispirato al libro I ragazzi che volevano fare la rivoluzione di Aldo Cazzullo: documentario sul movimento che più di tutti ha segnato il movimento extraparlamentare italiano dal ’68 fino alla fine degli anni ’70. Morgan Menegazzo e Mariachiara Perniasa porteranno invece a Torino la storia di Vincenzo Vinciguerra, criminale fascista condannato per la strage di Peteano, ricordandoci che, specie di fronte all’orizzonte politico attuale, è un dovere tenere alta la guardia e il ricordo sul sangue che il neofascismo ha sparso dall’avvento della Repubblica in poi. Ricordo ben chiaro anche in Allarmi siam fascisti! lo storico (e censuratissimo) documentario di Lino Del Fra, Cecilia Mangini e Lino Micciché che torna in versione restaurata.

Anche la letteratura segue percorsi molto diversi fra i titoli in selezione. Falcon Lake di Charlotte Le Bon prende le mosse dal fumetto, nello specifico da uno degli autori francesi più noti negli ultimi anni, Bastien Vivés, e dal suo romanzo grafico Una sorella, edito da Bao Publishing; il film, prima di Torino, era passato per Quinzaine di Cannes, a riprova del suo valore.
Ci sarà poi Mimmo Cuticchio, memoria vivente dell’epopea immortale dei pupi siciliani, tra le ultime testimonianze di epica che il nostro mondo ancora conserva. Il suo Sulle vie dell’Inferno si spingerà sulle tracce di due grandi della letteratura di tutti i tempi, Dante e Virgilio, e di conseguenza sul poema che li tiene insieme, la Commedia.
Dal romanzo Svegliami a mezzanotte di Fuani Marino (in libreria con Einaudi), Francesco Patierno ha tratto un documentario omonimo sulla vita della scrittrice, sopravvissuta a un salto di quattro piani con cui avrebbe voluto togliersi la vita.
Sul filo della poltica si muove Alessandro Scippa che firma un documentario basato su testimonianze e materiali d’epoca, La giunta, in cui Renato Carpentieri interpreta un attore protagonista di uno spettacolo basato sui diari di un sindaco: Maurizio Valenzi, Il primo sindaco comunista nella storia di Napoli che governò dal 1975 al 1983.
Dedicato al grande poeta Lawrence Ferlinghetti (1919 – 2021) è poi The Beat Bomb di Ferdinando Vicentini Orgnani. Mentre dalle pagine dell’allora neonata la Repubblica seguiamo il flagello di un’epoca nel doc di Marco Tullio Giordana: Eroina – la generazione perduta.
Ci sarà spazio, poi, per la personalità che più di tutte ha incarnato la commistione tra cinema e letteratura in Italia: Pier Paolo Pasolini. Un lavoro di Giancarlo Scarchilli si propone già dal titolo come qualcosa di inedito, Una visione nuova, cosa che non può che interessare, dato che di Pasolini si tende sempre a pensare d’aver ormai detto (e ripetuto mille volte) quasi tutto.
Non mancano chicche di cinefilia, tra cui segnaliamo War Pony di Riley Keough e Gina Gammell, vincitore della Caméra d’or a Cannes, il ritorno del grande Aleksandr Sokurov con Fairytale, Empire of the Light di Sam Mendes, una lettera d’amore al cinema con Olivia Colman come protagonista. Ma anche il nuovo e personalissimo film di Daniele Vicari, Orlando.
Tobia Cimini
Perditempo professionista. Spende il novanta percento del suo tempo leggendo, vedendo un film o ascoltando Bruce Springsteen. Nel restante dieci, dorme.
10 Novembre 2016
Cosa c’è da “leggere” al Torino Filmfest
Dal 18 al 26 novembre la 34esima edizione del Torino Filmfestival, nel segno…



