Dal teatro al cinema “La dégustation”. Se l’amore di mezza età è come il buon vino

In sala dal 31 luglio (per 102 Distribution con Unicorn) “La dégustation” commedia molto francese del francese Ivan Calbérac, popolare autore di teatro, cinema e tv, abituato a portare sul grande schermo le sue pièce più di successo, come in questo caso. Un amore tardivo tra il propietario burbero di un’enoteca sul bordo del fallimento e un’ostetrica di mezza età attiva nel sociale. Il vino, quello di qualità, è l’altro protagonista. Tutto sommato una piacevole dégustation …

Divertenti amori di mezza età che, come il vino con la maturazione (o invecchiamento) raggiungono l’apice. È la promessa e il racconto di La dégustation, commedia molto francese e molto romantica, del 2022, immersa tra valli e vigneti della Loira dove il vino, infatti, è protagonista alla pari dei due futuri innamorati: Jaques, alcolista e burbero enologo cinquantenne proprietario di un’enoteca sull’orlo del fallimento ed Hortense, ostetrica sola che riempie il suo tempo libero coi senza tetto della parrocchia per i quali cucina amorevoli e gustosi pranzi settimanali, innaffiati da ottimo vino.

Dalle stesse valli viene il regista, Ivan Calbérac, classe 1970, popolare e premiato autore di commedie teatrali, tv e cinema, abituato a portare sul grande schermo le sue pièce più fortunate. Proprio come in questo caso. Siamo alla terza dopo L’Étudiante et M. Henri del 2015 e Venice n’est pas en Italie del 2017, tutte incentrate su amori più o meno attesi o inaspettati, tra toni leggeri e sguardo al sociale. Pura commedia francese, insomma.

E qui gli ingredienti non cambiano. Hortense è un po’ il ritratto di certa solitudine femminile: un abbandono alle spalle, una madre bigotta e rompiscatole che la reclama, l’impegno in parrocchia ma anche l’indipendenza legata ad una vita professionale, con i suoi ovociti congelati in Spagna in vista di una scelta tutta sua di maternità.

Dall’altra Jacques, dotato di tagliente ironia, ma spaventato dall’amore, chiuso in se stesso e nel suo troppo vino (di qualità però) che rischia di fargli saltare le coronarie in ogni momento. L’amico medico e compagno di bevute glielo ricorda ogni volta che lo riacchiappa dal rischio infarto. Eppure anche Jacques nonostante il caratteraccio e i modi spicci accetta di prendere a bottega il ragazzo affidato ai servizi sociali, scoprendolo scanzafatiche eppure vero talento della degustazione, anche a costo di subire il furto di un vino prezioso e ritrovare mezzo negozio distrutto da uno dei nemici malavitosi del giovanotto.

Come ne Il pranzo di Babette dove è il cibo raffinato e pieno d’amore ad aprire inattesi orizzonti per gli abitanti del piccolo villaggio danese, qui è il vino di Jacques, la sua straordinaria sensibilità nel condividerne i gusti e le sfumature, a rendere le sue degustazioni magiche. Anche per i senza tetto della parrocchia, ovviamente, i primi ad essere coinvolti nell’esperienza da sommeliers.

Perché l’amore tra Hortense e Jacques arrivi a “maturazione” come il buon vino, invece, ci vorranno parecchie telefonate senza risposta, conversazioni brusche e anche qualche inattesa rivelazione sul passato di lui ma anche sul futuro di lei. Qualche allusione sessuale esplicita in meno, durante la degustazione galeotta che legherà i due, avrebbe giovato invece alla “noblesse” generale. Di risate, comunque, se ne fanno per tutto il film.

Isabelle Carré e Bernand Campan, non mancano di personalità nei panni dei protagonisti. Come pure il giovane Mounir Amamra in quelli del garzone furbetto e talentuoso. Tutto sommato una piacevole dégustation.


Gabriella Gallozzi

Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.

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