Femminicidi nella Francia di provincia. Dominik Moll sorprende col thriller sugli uomini che odiano le donne
Nei cinema dal 29 settembre (per Teodora) “La notte del 12”, poliziesco di Dominik Moll, a partire da un libro inchiesta della scrittrice e sceneggiatrice francese Pauline Guéna, sul lavoro quotidiano della polizia giudiziaria. Al centro un caso di femminicidio, una ragazza bruciata viva nella provincia francese. Un thriller sugli uomini che odiano le donne passato nella sezione Cannes Prèmiere…

Il cartello in apertura va al cuore del problema: il 20% degli omicidi in Francia resta senza colpevoli. E tra questi tante, tantissime vittime sono donne.
Pauline Guéna, scrittrice e sceneggiatrice francese quando ha scelto di passare un intero anno all’interno della squadra omicidi di Versailles, seguendo quotidianamente il lavoro della polizia giudiziaria magari neanche se l’aspettava. Però ha trovato talmente tanto materiale umano e criminale, soprattutto, che ne ha tratto un libro di quasi cinquecento pagine: 18.3 – Une année à la PJ, inedito in Italia.

È da lì che prende le mosse La nuit du 12 del regista franco-tedesco Dominik Moll, noto per i suoi thriller disturbanti e incentrati sul gusto della manipolazione come i precedenti Henry, un amico vero e Lemming, entrambi presentati a Cannes come quest’ultimo passato nella sezione Prèmiere.
Tra le tante storie di crimine presenti nel libro, Moll ne sceglie una di femminicidio dall’altro valore simbolico: l’omicidio di una ragazza bruciata viva. L’azione è sposta nelle valli alpine che circondano Grenoble, in un piccolo centro della Savoia (Saint-Jean-de-Maurienne). È qui che una notte Clara, solare e bella ventenne di provincia, tornando a casa si trova davanti un volto mascherato che prima le getto dell’alcool addosso e poi le dà fuoco con un accendino.
Quel rogo nel quale perderà la vita si trasformerà ben presto in un rogo simbolico in cui da vittima Clara diventerà la “strega”, la ragazza “facile” che alla fine se l’è andata a cercare.
Dominik Moll costruisce un racconto teso attraverso i tanti punti di vista che emergono dall’indagine. A capo c’è Yohan (Bastien Bouillon), giovane poliziotto appena promosso alla testa della squadra di Grenoble. Chiamati come testimoni ci sono soprattutto i “bads boys” di Clara, fidanzati, ex ragazzi, compresi molestatori violenti già noti alla polizia. E ci sono anche i commenti machisti dei poliziotti, perché alla fine l’ambiente è quello.
Yohan è il primo a soffrirne, anche se cadrà anche lui nell’ingranaggio. In quella tela sottile e poi non così invisibile della violenza degli uomini contro le donne che sottende tutto il film. “A cosa serve sapere con chi andava a letto Clara” gli dirà in una scena chiave Nanie, l’amica del cuore della ragazza uccisa.
Il caso si chiuderà senza colpevoli. E ci vorrà una giudice donna per farlo riaprire tre anni dopo. Mentre Yohan resterà con la sua ossessione. Ci dice Pauline Guéna nel suo libro: ogni poliziotto ha un caso irrisolto che lo tormenta per sempre.
A Dominik Moll il merito di un affresco dal forte carattere documentaristico che mette l’accento – e non è mai abbastanza – su quanto sia radicata la cultura degli uomini che odiano le donne. Al Festival di Cannes, invece, il demerito di aver composto una selezione dove il cinema d’autore cede il passo a quello mainstream.
Gabriella Gallozzi
Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.
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