Come funzionano i Circoli cinema nel mondo. E come Franceschini li “cancella”

Anche in Burkina Faso lo stato riconosce il ruolo dell’associazionismo cinematografico nella promozione del cinema d’autore e nella formazione del pubblico. In Italia, invece, con la nuova legge Franceschini l’attività dei cineclub è a rischio. Da Cagliari l’appello della FICC e dei colleghi stranieri della IFFS che raggruppa le associazioni di 27 paesi nel mondo…

Dal Messico alla Russia, dalla Spagna al Burkina Faso, i Circoli del cinema sono riconosciuti e sostenuti dallo Stato. Da noi, invece, la nuova legge Franceschini ne mette a richio l’esistenza e l’importante attività di promozione del cinema d’autore.

Si è parlato soprattutto di questo nella tre giorni (11/12/13) in corso a Cagliari, organizzata dalla FICC (Federazione Italiana dei Circoli del Cinema) insieme ai colleghi provenienti dall’estero, l’ IFFS (International Federation Film of Societies) che raggruppa le associazioni di 27 paesi nel mondo.

L’occasione un bel compleanno: i 70 anni della Federazione (li compie a novembre), una lunga storia di cui sono stati protagonisti Cesare Zavattini,  Riccardo Napolitano, Antonio Pietrangeli.

Una storia che ora viene messa in forse dalla normativa sul cinema che non riconosce più “alle Associazioni Nazionali di Cultura Cinematografica – si legge nel comunicato – il ruolo storico e presente di rappresentanti del pubblico e di specifici soggetti nell’attività primaria di formazione del pubblico da sempre impegnate nella valorizzazione sul piano artistico culturale ed estetico del patrimonio cinematografico italiano e del nuovo cinema (opere ritenute “difficili” per il mercato: opere prime, opere seconde, cortometraggi, documentari)”. Un circuito distributivo “virtuoso”, dunque che si è sviluppato nel tempo e che la nuova legge, grazie all’avvento del digitale, avrebbe dovuto incrementare e sostenere con maggiore interesse.

In occasione della tre giorni di incontro, oltre ad essere state sottolineate le criticità della nuova legge, i delegati della IFFS hanno evidenziato il progredire di esperienze nazionali, interculturali e di cooperazione. Ed ecco in breve le loro relazioni paese per paese.

In Catalogna, la regione autonoma della Spagna con Barcellona come capoluogo, la natura giuridica dei cineclub è riconosciuta nella legge regionale della Federazione catalana. In Ecuador la legge sulla cultura promuove e finanzia l’Istituto per lo sviluppo delle arti, l’innovazione e la creatività nonché l’Istituto di cinema e creazione audiovisuale. In particolare nell’art. 102 riconosce esplicitamente i diritti del pubblico. Anche in Brasile il ruolo svolto dalle Associazioni di Cultura Cinematografica è riconosciuto per legge.

Idem in Messico dove l’associazionismo cinematografico è riconosciuto dalla legge sulla cultura, attribuendo pure un ruolo fondamentale all’Università di Città del Messico come catalizzatore per tutte le iniziative relative sia all’associazionismo cinematografico che alla formazione del pubblico. E pure in Burkina Faso la legge sul cinema riconosce il ruolo dell’associazionismo cinematografico: da tre anni, inoltre, su richiesta della Federazione dei Circoli del cinema si fa formazione del pubblico nelle scuole. Chiude l’excursus normativo la Russia, dove come negli altri paesi il ruolo svolto dalla Federazione dei Circoli del Cinema è riconosciuto dalla legge.

La FICC con i rappresentanti della IFFS sottolineano, perciò, “l’inadeguatezza  dell’attuale “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo” rispetto alla formazione, alla ricerca e alla crescita della coscienza critica del pubblico e alle azioni inclusive e di coesione sociale svolte da 70 anni dalla rete dei Circoli del Cinema della FICC”. Ed auspicano “che nella fase di scrittura dei decreti attuativi si intervenga concretamente per limitare i danni e colmare le lacune della nuova legge”.

Nelle foto L’angelo sterminatore di Luis Buñuel.