ITsART la “Netflix della cultura” di Franceschini già perde pezzi. Si dimette l’amministratore delegato


l’iconica scena della vendita della Fontana di Trevi al turista americano in “Totò truffa”

È nata appena un anno fa annunciata con grande clamore mediatico dal ministro Franceschini come “la Netflix della cultura italiana” ma già perde pezzi.

Dopo meno di 3 mesi dalla sua nomina, Guido Casali si è dimesso dalla carica di amministratore delegato di ITsART, la piattaforma digitale creata dal ministero della Cultura e realizzata da Cassa depositi e prestiti e Chili, società di distribuzione di contenuti via internet fondata da Stefano Parisi, ex candidato sindaco (sconfitto) del centro-destra alle ultime comunali di Milano.

L’investimento iniziale per ITsART è stato di 9,4 milioni di euro. Casali ha presentato le dimissioni poco prima di Natale che sono state accettate dal cda della società. Indicato da Cdp, socio di maggioranza di ITsART al 51%, Casali era stato nominato il primo ottobre 2021 ad e content director. Le dimissioni sono arrivate per “divergenze sulle strategie per lo sviluppo della piattaforma”.

La piattaforma è on line dallo scorso 31 maggio. Offre concerti, film (classici italiani), spettacoli, tour virtuali di mostre e musei on line a pagamento con l’obiettivo di promuovere la cultura italiana all’estero.

La società ha ora stipulato un accordo da 1,8 milioni di euro con Media Maker, società specializzata nella produzione e distribuzione di contenuti audiovisivi.