La scomparsa di Beppe Sebaste. Il poeta delle panchine che raccontano l’esistenza

Scrittore, giornalista, poeta. È scoparso il 6 aprile a 66 anni Beppe Sebaste, dopo un percorso attraverso una difficile malattia. Si era ritirato a vivere a Narni, Umbria, in questi anni recenti. Era nato a Parma nel 1959 e si era formato a Bologna, studente di Umberto Eco e Luciano Anceschi.
È stato a lungo collaboratore de l’Unità e poi de La Repubblica. La sua opera si muove tra racconto, saggio e memoir, con un interesse costante per i luoghi di sosta, le figure marginali e il senso dell’esistenza.
Tra i titoli principali: Café Suisse e altri luoghi di sosta (1992), esplorazione narrativa di spazi di transito europei; Porte senza porta (1997), incontri con intellettuali e artisti del Novecento; H.P. L’ultimo autista di Lady Diana (2004, poi Einaudi 2007), indagine sulla figura di Henri Paul, morto nell’incidente insieme a Diana e Dodi Al-Fayed, candidato al Premio Strega; Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne (Laterza, 2008), riflessione filosofica sulla sosta come forma di resistenza al mondo, arrivato alla sesta edizione; Una vita dolce (Neri Pozza, 2022), memoir sulla malattia di Alzheimer precoce della compagna, vincitore del Premio Wondy nel 2023.
La cerimonia di saluto giovedì 9 aprile (ore 15.30) presso il centro Forme dell’Anima di Amelia (strada del Conservatorio 4), comunità spirituale a cui Beppe Sebaste era legato.
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