Cannes 2026 in tempo di guerra. Il cinema di tutto il mondo per la libertà, senza Moretti, né l’Italia

Annunciata la selezione ufficiale di Cannes 2026. Niente Nanni Moretti, niente italiani ma pellicole da tutto il mondo per testimoniare il mondo e dargli voce in questo momento di “grande incertezza” che riporta a quel fatidico 1939 quando il festival è nato. Parole della presidente Iris Knobloch a testimoniare il nostro drammatico presente di guerra. Sul fronte letterario si celebrano García Lorca e Thomas Mann. La storia grande protagonista dai collaborazionisti di Vichy agli eroi della resistenza …

Niente Nanni Moretti e i tempi di guerra che ci rimandano al confronto col 1939. Alla fine sono questi gli elementi che colpiscono dell’incontro parigino – del 9 aprile – per l’annuncio della selezione ufficiale di Cannes 79, in programma dal 12 al 23 maggio.

Atteso come per tutti i suoi film sulla Croisette, stavolta Nanni non ci sarà: il suo nuovo adattamento di Eshkol Nevo, Succederà questa notte, salta il turno. Candidandosi, naturalmente, per la Mostra di Venezia, dove, a parte omaggi e restauri, latita da secoli.

Fa un certo effetto, poi, sentire paragonare i nostri tempi al 1939 dalla presidente del festival di Cannes, Iris Knobloch, tedesca di nascita da genitori sopravvissuti ai lagher e una vita di successo in Francia (a lungo presidente di Warner Bros France) che l’ha portata, prima donna nella storia della kermesse cannense, a rivestire quel ruolo apicale (dal 2022).

“Tempi di grande incertezza i nostri” sottolinea “come lo erano nel 1939 quando è nato il festival esattamente per questo: mettere insieme film e registi di tutto il mondo per ribadire la libertà di pensare, esprimersi e creare, anche disturbando, attraverso le visioni provenienti da ogni orizzonte. Anche dai paesi che non sono riconosciuti e invece meritano di esserlo”. Il riferimento alla Palestina è esplicito. Così come la presenza in concorso del russo Andrey Zvyagintsev, già Leone d’oro per Il ritorno, qui con Minotaure, mette al riparo da possibili accuse di censura, come appena sperimentato dalla Biennale Arte di Venezia. Mentre l’iraniano due volte premio Oscar Asghar Farhadi che, proprio l’altro giorno ha lanciato l’appello al mondo dell’arte per salvare l’Iran dalle bombe di Trump e Netanyahu, è il vero fiore all’occhiello della selezione col suo nuovo film, Histoires paralléles, sull’inattesa scoperta che tocca ad una scrittrice in cerca d’ispirazione.

Cannes, insomma, come sempre, festival del cinema “che testimonia il mondo”. Lo ribadisce anche il delegato generale Thierry Frémaux sottolineando una selezione ricca di documentari (ce n’è anche uno sul Che, Les Survivants du Che di Christophe Dimitri Réveille), animazione (spicca l’esordio, Jim Queen, che narra di un virus misterioso che trasforma in etero la popolazione gay), sguardi sulla storia e “film intelligenti”. Assente completamente il cinema italiano. Chissà se è già l’effetto delle “politiche culturali” messe in atto dalla destra al governo.

Meno grandi nomi (un tempo Cannes si vantava di collezionare in concorso l’intero ghota cinematografico mondiale), più nuove scoperte. È la linea guida controtendenza di quest’anno. Per un Pedro Almodovar che torna in concorso con Amarga Navidad, arriva per la prima volta il talentuoso, anche lui spagnolo, Rodrigo Sorogoyen autore del folgorante As Bestas – La Terra della Discordia, col nuovo El sel querido, in cui un regista col volto di Javier Barden deve risolvere il difficile rapporto con la figlia.

Per un acclamato autore giapponese come Kore-eda Hirokazu, in concorso con Sheep in the Box dedicato all’AI (messa fuori dalla porta al festival: “difendiamo l’espressione dell’essere umano e solo dell’essere umano” dice Iris Knobloch), torna un giovanissimo (34 anni) Lukas Dhont con Coward, dove il tema dell’identità e in questo caso “l’eroismo” è centrale in una storia ambientata sul fronte della Grande guerra.

In ambito letterario, quello che più abbiamo a cuore, spiccano grandi autori della letteratura come Federico García Lorca evocato ne La bola negra degli spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi che traggono ispirazione dall’omonimo testo incompiuto del poeta assassinato dal franchismo, per una riflessione queer e storica. Thomas Mann, poi, è il protagonista del biopic d’autore del polacco Pawel Pawlikowski, anch’esso in corsa per la Palma con Fatherland. Dal fumetto (ancora inedito da noi) Le cas David Zimmerman del talentuoso Lucas Harari (Sarbacane, 2025) è tratto L’inconnue del fratello del disegnatore Arthur Harari, già Oscar per la sceneggiatura di Anatomia di una caduta, e qui alle prese con un transfert d’identità, uomo-donna.

In ordine sparso, nelle altre sezioni della selezione, figurano poi Le nozze di Figaro a fare da retroscena al nuovo film della sempre brava Agnès Jaoui con L’Objet du délit. Lo scrittore Erri De Luca appare in La Vie d’une Femme di Charline Bourgeois-Tacquet, in concorso. L’86enne Volker Schlöndorff torna invece alla grande narrativa tedesca con l’adattamento di Heimsuchung di Jenny Erpenbeck. Una casa sulle rive di un lago nel Brandeburgo attraversa un intero secolo di storia tedesca, dalla Repubblica di Weimar alla riunificazione.

Tanta la storia presente a questo festival si diceva. Quella di Vchy, per esempio, raccontata da Emmanuel Marre in Notre Salut: il protagonista arriva solo a Vichy nel settembre 1940, con in valigia un manoscritto politico intitolato anch’esso Notre Salut che vuole far pubblicare — la scrittura come strumento di ascesa e di adesione al nuovo regime collaborazionista, nella Francia che ha appena scelto la resa. All’eroe della resistenza francese Jean Moulin è, invece, dedicato il nuovo film dell’ungherese László Nemes. Segnaliamio per gli appassionati il ritorno del re dell’assurdo francese Quentin Dupieux — in midnight screening – con Full Phil.

Qui trovate il programma completo. Ma altri titoli, come è consuetudine, si aggiungeranno alla lista.


Gabriella Gallozzi

Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.

© BOOKCIAK MAGAZINE / Tutti i diritti riservati

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 17/2015 del 2/2/2015
Editore Associazione culturale Calipso C.F.: 97600150581