Con le armi della semplicità. “L’intrusa” che piace a Cannes
In sala dal 28 settempre (per Cinema), “L’intrusa” di Leonardo di Costanzo, una storia potente nella sua semplicità dove non ci sono né buoni né cattivi, ma sa cogliere il nodo chiave della battaglia contro la camorra: se vuoi rompere la spirale, devi sottrarre alla malavita i suoi figli, rompere la catena di trasmissione. Ed è quello che tenta di fare l’operatrice di un dopo scuola periferia di Napoli. Passato a Cannes alla Quinzaine des réalisateurs…

Diceva Bertold Brecht che la semplicità è la cosa più difficile da ottenere. Semplicità, rigore, assenza di retorica e messaggi chiari sono i più illustri “desaparecidos” del cinema, anche del cinema più impegnato, e non parlo solo di Cannes. Per queste rare virtù bisognerebbe mettere una scritta “Wanted” sotto le insegne del Festival.
Il regista è felice perché a Cannes non l’hanno visto come un film “locale”. “Il pubblico non mi ha chiesto di Napoli, ma di un problema che affronta tutti i giorni anche chi qua fa intervento nelle banlieues, cercando di allontanare i ragazzi dal fondamentalismo islamico. E ogni giorno si chiede se è giusto sacrificare il singolo ‘a rischio’ per salvare il gruppo”.
Teresa Marchesi
Giornalista, critica cinematografica e regista. Ha seguito per 27 anni come Inviato Speciale i grandi eventi di cinema e musica per il Tg3 Rai. Come regista ha diretto due documentari, "Effedià- Sulla mia cattiva strada", su Fabrizio De André, premiato con un Nastro d'Argento speciale e "Pivano Blues", su Fernanda Pivano, presentato in selezione ufficiale alla Mostra di Venezia e premiato come miglior film dalla Giuria del Biografilm Festival.
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