Le associazioni del cinema contro il taglio di 80 milioni. “È in gioco il pluralismo culturale”

 

Le associazioni degli autori e delle autrici italiane — 100autori, ACMF, AIDAC, AIR3, ANAC e WGI — esprimono forte preoccupazione e fermo dissenso per la bozza di riparto del Fondo Cinema e Audiovisivo 2026, segnata da tagli che costituirebbero davvera l’ultima mazzata al settore già messo in ginocchio.

Le associazioni denunciano come profondamente squilibrata la scelta di ridurre di 80 milioni le risorse destinate allo sviluppo, alla produzione e alla distribuzione delle opere italiane, mentre viene annunciato un incremento dei fondi per il tax credit destinato alle produzioni straniere.

Una decisione che, secondo sceneggiatori, registi, adattatori e compositori delle musiche per film , mette a rischio la creatività nazionale, penalizza le opere più innovative e fragili — soprattutto nelle fasi di scrittura e sviluppo — e minaccia il pluralismo culturale. Le associazioni chiedono un immediato riequilibrio delle risorse, avvertendo che senza un intervento tempestivo si rischia un impoverimento strutturale del cinema e dell’audiovisivo italiano.


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