Le ferite d’Algeria in una storia d’amore (ghigliottinata). “De nos frères blessés” alla Festa di Roma
Passato alla Festa del cinema di Roma, “De nos frères blessés” di Hélier Cisterne, dall’omonimo romanzo di Joseph Andras (edito da Fazi). La storia vera di Fernand Iveton, operaio francese e comunista nato in Algeria, condannato alla ghigliottina per un atto di sabotaggio, dopo un processo farsa. Ancora un film sulle ferite del colonialismo francese qui letto attraverso gli occhi della moglie di Iveton che vede distrutto il suo sogno d’amore, continuando però a lottare al fianco del marito …

Ferite d’Algeria fisiche e morali. Tra le pagine più nere della Francia coloniale, terra di diritti ma anche di torture e massacri. Che il cinema, quello francese in particolare, non smette di raccontare.
Dopo i più grandi, La battaglia d’Algeri di Gillo Pontecorvo (1966) su tutti, Le petit soldat di Jean-Luc Godard (1963), Muriel, il tempo di un ritorno di Alain Resnais (1963), Caché di Michael Haneke (2005) o il più recente e popolare Uomini senza legge di Rachid Bouchareb (2010) ecco un nuovo titolo legato a quelle cicatrici.
È De nos frères blessés del trentanovenne Hélier Cisterne, una manciata di corti molto premiati, attenzione ai temi sociali e qui al suo secondo lungometraggio che trova ispirazione nell’omonimo libro di Joseph Andras (edito in Italia da Fazi). Un romanzo che racconta una storia vera, quella di Fernand Iveton, l’unico europeo giustiziato durante la guerra d’Algeria. Sì, ghigliottinato dopo un processo farsa per una bomba inesplosa, messa per sabotare la centrale elettrica di Algeri, evitando però ogni possibile spargimento di sangue, con l’esplosione programmata in orario di fine lavoro, a fabbrica vuota.

Eppure nulla di tutto questo è stato considerato un’attenuante da parte della corte militare. E neanche da parte del presidente della repubblica René Coty e dell’allora ministro della Giustizia, François Mitterrand che rifiutarono la grazia richiesta dai legali di Iveton. La detenzione, le feroci torture subite e il suo corpo martoriato e umiliato sono il cuore del romanzo di Joseph Andras che, asciutto e privo di ogni retorica, racconta la passione di un giovane idealista, facendosi documento di un’epoca.
Il regista Hélier Cisterne, invece, nel suo film preferisce raccontare la storia di questo giovane operaio comunista, francese e nato in Algeria, attraverso la storia d’amore con la bella Hélène. La ragazza di origini polacche, madre single, conosciuta a Parigi appena due anni prima (siamo nel ’56) che non esiterà a seguire Fernand fino ad Algeri per costruire con lui il suo futuro e quello di suo figlio.
La militanza di suo marito, le sue lotte per l’indipendenza del suo paese si trasformeranno via via nell’ostacolo al loro amore, nella minaccia alla loro vita insieme, fino, effettivamente, al tragico epilogo che troverà comunque Hélène al fianco del suo uomo, nonostante tutto e nonostante non condivida la sua militanza.
Con bravi interpreti (Vincent Lacoste e Vicky Krieps), stile e narrazione senza troppi guizzi, De nos frères blessés è comunque un film lodevole quantomeno per il tema trattato. A riprova di come il cinema francese sia impegnato, evidentemente, in un’importante elaborazione collettiva sulle responsabilità storiche del colonialismo e non solo. Mentre qui da noi continuiamo a nasconderci dietro la stantia definizione di “italiani brava gente”, buona a rimuovere qualsiasi crimine.
Gabriella Gallozzi
Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.
24 Ottobre 2020
“Des hommes”, la guerra d’Algeria vista dai francesi. E in famiglia
Dal listino di Cannes 2020 passa alla Festa del cinema di Roma, "Des hommes"…
Recensione,Dal libro al film,15. Festa del Cinema di Roma 2020
22 Ottobre 2020
Tra i giovani che vanno via. Lo spopolamento delle valli è un (bel) doc: “Movida”
Vincitore come miglior documentario al Salina DocFst passa ora alla Festa del…
19 Luglio 2021
I sommersi del mondo del pallone. “Tigers” la delusione di chi non ce l’ha fatta arriva in sala
"Tigers" di Ronnie Sondahl arriva in sala dal 22 luglio (per Adler…
Recensione,Dal libro al film,15. Festa del Cinema di Roma 2020



