Il Leone d’oro va in Messico. L’Italia vince (per forza) con Rampling e Nicchiarelli

The shape of Water del messicano Guillermo Del Toro è il Leone d’oro 2017. Charlotte Rampling nei panni di “Hannah” di Andrea Pallaoro vince la Coppa Volpi. Mentre Susanna Nicchiarelli ad Orizzonti si aggiudica il premio alla regia per “Nico 1988”. I magnifici Sweet country e Tre manifesti a Ebbing, Missouri, invece, finiscono in fondo al palmarès. Termina così questa edizione 74 della Mostra, con un concorso di grande qualità, ad eccezione dei quattro titoli italiani, “imposti per necessità politiche”, scrive Le monde…

La favola politica e dark del messicano Guillermo Del Toro, The shape of Water, è il Leone d’oro 2017. Mentre l’Italia (leggi RaiCinema), nonostante i suoi quattro deludenti titoli del concorso, strappa – letteralmente – la Copppa Volpi per una “muta” Charlotte Rempling protagonista di Hannah, film senza emozione di Andrea Pallaoro. Oltre che il premio alla regia in Orizzonti per Susanna Nicchiarelli col suo Nico 1988, dedicato alla musa di Warhol e cantante dei Velvet Underground. Così RaiCinema – fosse mai che Venezia la “tradisse” –  può festeggiare comunque e inneggiare alla qualità del nostro cinema, come sempre impermeabile alle stroncature, soprattutto straniere (durissimo Le monde: “i 4 deludenti film della selezione italiana non erano lì per le loro virtù artistiche ma per una necessità politica che obbliga il festival”)

È un palmarès deludente, insomma, questo di Venezia 74. O meglio, i giurati capeggiati da Annette Bening, sembrano aver invertito l’ordine di arrivo. Il magnifico Tre manifesti a Ebbing, Missouri, raro intreccio di ironia, politica e grande cinema dell’inglese Martin McDonagh si aggiudica “soltanto” il premio per la sceneggiatura, lasciando a bocca asciutta, tra l’altro l’immensa Frances Mc Dormand, che avrebbe davvero meritato, lei sì, la Coppa Volpi. Così anche il potente e straordinario western australiano di Warwick Thornton, Sweet country, con tutte le carte giuste per stare in vetta al podio, si ritrova, invece, all’ultimo posto, Premio speciale della giuria che lo stesso regista ritira con la delusione stampata in faccia.

Meritatissima, invece, la doppietta Leone d’argento per la regia e Leone del Futuro all’esordiente francese Xavier Legrand, vera scoperta di questa Mostra, sceso in concorso proprio l’ultimo giorno col suo sorprendente e potente “manifesto contro il femminicidio”: Jusqua’à la garde.

Il Gran Premio della giuria va all’israeliano e manierista Foxtrot di Samuel Maoz che, dopo otto anni dal Leone d’oro per Lebanon, torna a raccontare la guerra in ambito familiare. Tema che ritroviamo anche nel libanese, The insult di Ziad Doueiri, che consegna al palestinese Kamel El Basha la Coppa Volpi maschile. Completa il palmarès il premio Mastroianni al giovanissimo Charlie Plummer, protagonista di Lean on Pete di Andrew Haigh.

Si chiude così questa Mostra 74 che ricorderemo sicuramente per la grande qualità dei fim in concorso. E per quella deludente degli italiani in gara – ancora una volta -, mortificati tanto più dal confronto con gli stranieri. Ma perché Barbera si ostina a mandare al massacro il nostro cinema?