L’umanità fuori campo perde il suo cantore. La scomparsa di Frederick Wiseman, documentarista entomologo
La scomparsa a 96 anni di Frederick Wiseman, straordinario autore americano di cinema del reale e grande narratore dell’umanità e delle istituzioni alla base del vivere comune. “Un regista entomologo” che nel corso della sua lunga carriera ha offerto il suo obiettivo sempre a favore dei più deboli. Da “Titicut Follies” girato nel 1969 in un ospedale psichiatrico del Massachusetts all’ultimo film – di finzione – “Un couple” dedicato a Sofija Andreevna Tolstoj, moglie infelice del celebre scrittore …

Attraverso la sua telecamera ha raccontato la storia di luoghi e istituzioni degli Stati Uniti e non solo, tra cui ospedali, scuole, centrali di polizia e biblioteche: uno dei suoi primi e più apprezzati lavori, Titicut Follies del 1969, l’ha girato all’interno di un ospedale psichiatrico del Massachusetts.
È scomparso il 16 febbraio a 96 anni Frederick Wiseman il più grande documentarista dei nostri tempi. “Un regista entomologo” come lo definisce Emanuele Di Nicola in una delle molte recensioni dei sui lavori scritte su queste pagine web. “Wiseman afferra una situazione come una sfera e la rigira tra le mani, osservandola dalle molte angolazioni possibili. E il caleidoscopio di visioni che ne deriva è il senso ultimo del film”.
Lo scrive a proposito di In Jackson Heights, il viaggio nel Queens, il quartiere multietnico di New York presentato dal grande documentarista americano a Venezia 2015. Esemplare, anche questo, della sua capacità di cantore dell’umanità tutta, ma con lo sguardo sempre a favore dei più deboli. Qui inquadrando l’impegno dei comitati, i piccoli negozianti che resistono all’arrivo delle multinazionali, gli spettacoli dei musicisti di strada, la comunità colombiana, i migranti che imparano l’inglese per il permesso di soggiorno, gli anziani che vivono la terza età, la grande comunità GLBT che inscena un oceanico gay pride e tanto altro …
Oscar onorario nel 2017 e Leone d’oro alla carriera nel 2014, Wiseman nel corso della sua lunghissima carriera, non ha certo rincorso i riflettori che su di lui, del resto, si sono accesi tardivamente. Il suo cinema profondamente politico ha acceso invece l’attenzione sulle persone, facendone dei ritratti avvincenti. “Persone, che fanno del loro meglio, ovunque si trovino nella vita – come sottolineato dagli organizzatori della Carrosse d’or, prestigioso riconoscimento ricevuto a Cannes nel 2021 a 91 anni -. Piccoli passi che offrono speranza per quelli più grandi, le molte sfaccettature l’umanità su entrambi i lati di un medico, sindaco o scrivania di un agente di polizia, il cuore pulsante degli spazi abitativi, dai parchi alle stazioni sciistiche, dalle università al backstage dei teatri”.
Come accade in City Hall, presentato a Venezia 2018, dove il documentarista torna alla sua città, Boston per raccontare la vita all’interno dell’istituzione comunale. La burocrazia, certamente, ma anche la vita in comune. L’attenzione alla comumità, occupandosi delle minoranze come i latinos, i poveri e i senzatetto.
O ancora il suo ingresso nella biblioteca pubblica della Grande Mela con EX LIBRIS – The New York Public Library – a Venezia 2017 – osservata come ideale di inclusione, spazio di apprendimento e scambio senza differenze, nella mescolanza di razze, etnie e classi sociali. Passando ancora per la dimenticata comunità del Midwest rurale, Monrovia, Indiana, l’America profonda, quella bianca, armata ed emarginata la cui poolazione ha votato Trump al 76% al primo mandato.
Illuminare il fuori campo, insomma. Wiseman l’ha fatto fino all’ultimo. Sperimentando stavolta la finzione. A 92 anni ha portato al cinema – ancora una volta a Venezia nel 2023 -, Un couple sul difficile rapporto tra Sofija Andreevna Tolstoj e il suo celebre marito, per il quale ha dovuto rinunciare alle sue ambizioni di scrittrice.
Quei suoi occhi vivaci, le orecchie grandi quasi come un folletto, e quel suo volto ricoperto dai segni di una vita vissuta fino in fondo e in condivisione profonda con l’umanità, ci mancheranno tantissimo. Come il suo cinema, fluviale, ipnotico, poetico e politico mai come di questi tempi insostituibile.
19 Settembre 2020
Viaggio nel Queens dei più deboli con Frederick Wiseman. Su RaiPlay
Disponibile su RaiPlay "In Jackson Heights", il viaggio nel Queens, il…



