Melissa non è una ninfa. Il Festival de L’Avana porta il cinema dove l’uragano ha colpito più duro

La 46ª edizione del Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano, di L’Avana, dal 4 al 14 dicembre, nel segno della solidarietà con le comunità cubane colpite dal recente e devastante uragano Melissa, i cui danni sono ancora visibili. Cinema in movimento per un festival storico ma che sa guardare al futuro. Un mercato di riferimento per il cinema dell’America Latina e tra le novità una borsa di studio per registe sopra i cinquant’anni. L’AAMOD presete con vari titoli …

 

Cinema da “mettere in movimento”, cinema che si sposta, che agisce, che si fa vicino alle comunità, soprattutto quelle colpite dall’uragano Melissa. La 46ª edizione del Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano, in corso dal 4 al 14 dicembre a L’Avana, si fa Cinema Mobile – “Rodando cine” – un progetto destinato alle zone orientali dell’isola, quelle messe più a dura prova dal ciclone dello scorso mese.

Una scelta di vicinanza e solidarietà che evoca una memoria lontanta, quando nel 1967 l’ICAIC (Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos) portò Tempi moderni ai campesinos di Los Mulos. Di questa continuità resta una traccia preziosa anche nell’Archivio audiovisivo dell’AAMOD, attraverso Por primera vez di Octavio Cortázar, film che nel 1967 documentò l’arrivo di un’unità cinemobile in quel villaggio. Il Cinema Mobile diventa un tema ricorrente che torna a L’Avana come incontro, come possibilità di ricostruzione emotiva collettiva.

Questa edizione si colloca anche nel centenario di Alfredo Guevara, fondatore del festival e figura cardine del pensiero cinematografico rivoluzionario cubano. Così che lo stesso programma (presentato dalla direttrice Tania Delgado Fernández e il responsabile della comunicazione Rubén Ricardo Infante) rispecchia questa polifonia: retrospettive, omaggi, novità produttive, e una serie di iniziative che legano strettamente il festival alla sua comunità e al suo territorio.

Tra i punti di forza lo spazio-mercato MECLA Isla Abierta con l’obiettivo di trasformare L’Avana in un vero nodo di scambio tra America Latina, Caraibi ed Eurasia. Anche un luogo per favorire lo scambio di idee e l’incontro tra cinematografie diverse; aprire la strada a nuove collaborazioni e forme di investimento, creando alleanze tra regioni che spesso restano ai margini dei grandi circuiti internazionali.

Film provenienti da tutto il mondo confermano il carattere internazionale del festival, che quest’anno propone un focus sul Messico. Numerose poi le mostre in dialogo tra passato e presente: I cartelones dedicati ad Alfredo Guevara, a Buñuel e a Vampiros en La Habana, insieme ai percorsi di design visivo curati da Raúl Valdés (Raupa), testimoniano quanto l’immagine grafica sia centrale nella cultura cinematografica cubana.

Novità da segnalare la prima borsa di studio per registe sopra i cinquant’anni, promossa dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione e dal Proyecto Palomas. È una decisione che non riguarda soltanto la parità di genere, ma l’apertura di spazi di produzione per voci mature, spesso escluse dai programmi di sostegno.

Presente al festival anche una selezione di opere targate AAMOD. La Selección de Chile di Giulio Pacini (Premio Zavattini – Unarchive 2023), che affida la parola a uno stadio trasformato dalla dittatura in un campo di concentramento; La Figura Humana di Giulia Claudia Massacci (Premio Zavattini – Unarchive 2024) mostra altri luoghi di massa, allevamenti, fabbriche, catene produttive, dove la violenza è organizzata e resa invisibile; Cacciatori d’Uranio di Davide Palella e Sara Siniscalco (Suoni e Visioni – Unarchive 2025) aggiunge un tassello fantastico: non sono più gli umani a interrogare il passato, ma una macchina dimenticata in una caverna.

Completano la selezione alcuni titoli sulla Palestina: Man Number 4 di Miranda Pennel (Unarchive Film Festa 2024), prende una sola fotografia e la “scava” come un reperto; A Fidai Film (2024) di Kamal Aljafari, invece, lavora sull’ archivio rubato, saccheggiato, ricomposto. In Abo Jabal della giornalista palestinese Bisan Owda, ancora, una sepoltura, un braccialetto, una sedia diventano oggetti in cui si condensa un mondo perduto. Titolo clou tra tutti,  The Voice of Hind Rajab di Naji Salameh, vincitore a Venezia 82 e al Gaza International Festival for Women’s Cinema. Del fondatore di questa rassegna di cinema resistente, Ezzaldeen Shallah, sarà mostrato anche il suo Exception. 

 


Milena Fiore

Milena Fiore è responsabile dell'area tecnica della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD). E fa parte dell'Assemblea dei garanti. Opera come video editor e digital archive technician. Ha curato il montaggio di numerosi progetti a carattere storico, politico e sociale, oltre che di live performance. Si occupa anche di formazione e laboratori audiovisivi, in particolare con l'associazione CroMA. Attualmente sta lavorando al film "Shooting Revolution" di Monica Maurer.

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