Niente Leoni a Russia e Israele. Le giurate della Biennale d’Arte in difesa dei diritti umani

Fuori Israele e Russia dal palmarès della Biennale Arte di Venezia 2026 (dal 9 maggio al 22 novembre) intitolata «In Minor Keys». È la decisione presa dalla giuria internazionale, tutta al femminile, composta dalla presidente Solange Farkas e dalle giurate Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi, che ha annunciato l’intenzione di astenersi dal considerare i Paesi i cui leader siano attualmente accusati di crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale. Come Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu, appunto, coinvolti rispettivamente nei mandati di arresto internazionali.

La decisione senza precedenti, dicono le giurate, è stata presa per rivendicare la propria responsabilità nel collegare l’arte alle “urgenze del nostro tempo”. Nella nota ufficiale, le giurate hanno sottolineato come la rappresentanza dello Stato-nazione leghi indissolubilmente il lavoro degli artisti alle azioni dei rispettivi governi, scegliendo di agire in difesa dei diritti umani e in linea con lo spirito della mostra principale “In Minor Keys”.

La decisione non giunge del tutto inaspettata: nelle settimane precedenti, numerosi artisti e curatori avevano già firmato una lettera aperta chiedendo misure ancora più drastiche, affermando che esiste una soglia oltre la quale la partecipazione alla Biennale non dovrebbe essere normalizzata.

Intanto la Commissione Europea ha minacciato di sospendere finanziamenti per 2 milioni di euro alla Biennale a causa della riapertura del padiglione russo.

Le giurie non hanno voce in capitolo sulla presenza degli stati ma hanno totale autonomia nell’assegnare i Leoni. «In questa edizione – concludono le giurate – desideriamo esprimere il nostro impegno per la difesa dei diritti umani, nello spirito del progetto curatoriale di Koyo Kouoh», la direttrice artistica prematuramente scomparsa a soli 57 anni.

© BOOKCIAK MAGAZINE / Tutti i diritti riservati

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 17/2015 del 2/2/2015
Editore Associazione culturale Calipso C.F.: 97600150581