Ophuls e de Maupassant, “Il piacere” dei grandi narratori

In sala dal 3 luglio (per Lab 80 Film) “Il piacere” di Max Ophuls, ispirato a tre racconti – folgoranti – del grande narratore ottocentesco Guy de Maupassant. Tre storie d’amore, passione, desiderio, miraggi di una vita futura diversa ed intensa. Ogni suo film è un avvolgente viaggio per luoghi lievi, misteriosi, inevitabili quanto i sogni. Da non perdere…

Non c’è davvero mai nulla di effimero in Max Ophuls. Ogni suo film è un avvolgente viaggio per luoghi lievi, misteriosi, inevitabili quanto i sogni: film che sembrano addirittura esili, ma in realtà sono lezioni di regia che durano nel tempo.

Campione sapiente della messa in scena (in biografia la lunga esperienza di teatro e di opera lirica), Ophuls spesso costruisce e gira tutto in studio, e però svela ogni “trucco”. Allestisce con cura maniacale, poi ne mostra la complementarietà della “messa in scena”. I movimenti di macchina, celebri e studiati in ogni scuola di cinema, i piani sequenza, ogni immagine ed ogni sguardo, sono leggeri, per quanto costruiti e, sembrano, futili: non più di occhiate pigre a cose e persone in movimento.

Ma Ophuls però scova minuzie; con tenacia. E allora tutto va progressivamente a mettersi “a fuoco”, a scatenare poi il vero interesse, quello per la storia. E quando si mette in moto l’interesse, come succede in tutto il cinema dei grandi autori, chi sta più a pensare a carrelli, zoom, dolly, preparazione della scena, delle luci, dei costumi, dei trucchi? Virtuosismo non barocco, non formalismo, ma funzionale, con la cinepresa che vola come un drone…

Forse anche per questo Ophuls è attratto dalle grandi storie e dai grandi narratori, da Goethe, a Arthur Schnitzler a Stefan Zweig, Salvator Gotta a, come stiamo per vedere, Guy de Maupassant, ad altri ancora, che nelle loro descrizioni accurate, mettono le anime tragiche dei loro personaggi al centro e in bella mostra; ed Ophuls  sembra proseguire sulla loro strada, con altri mezzi…

Per il molto meritevole progetto di distribuzione classici “Happy Returns!” della Lab 80 film, rincontriamo Il piacere (Le plaisir, 1952), trasposizione cinematografica di tre racconti di Guy de Maupassant: Le masque, La maison Tellier e Le modèle, uniti tra loro dalla voce narrante di Jean Servais, che sta per quella di Maupassant. Racconti di desiderio, di passione, ma anche di decadenza e morte.

Si comincia proprio dal seduttore ormai molto anziano de Le masque che non rinuncia però per nulla al mondo alle gioie del Palais de la danse. Ha una maschera indosso e, ballando, vuol passare per giovane. Perchè lo fa? Dopo il collasso che inevitabilmente lo coglie, sua moglie rivelerà al medico che lo ha soccorso, e con le parole di Maupassant: “Perché vuol sembrar giovane, con la maschera. Perché vuole che le ragazze lo prendano per un bellimbusto e gli dicano sconcezze all’orecchio. Perché gli piace strofinarsi alla pelle delle sgualdrine, alla loro pellaccia imbevuta d’odori e sporca di pomate e di cipria! Ah, che schifo! E che vitaccia la mia: son quarant’anni che egli fa così..”.

Ricerca del piacere, a dispetto del tempo che passa e, nell’episodio più lungo, La maison Tellier, anche a dispetto d’altro. Ad esempio della chiusura temporanea di una casa di piacere in un paesino della Normandia. La tenutaria Madame Tellier insieme alle sue “pensionanti”, è stata infatti invitata in campagna alla prima comunione della nipotina. I clienti abituali, i borghesi maggiorenti della cittadina, ossia l’ex sindaco, l’armatore, il banchiere, trovano chiusa la casa.

Sembrano diventare formiche impazzite. Al contrario, il mondo contadino restituisce tenerezza e serenità alle prostitute. Purezza e semplicità sono contagiose. Ne escono come rigenerate. Al loro ritorno in città, la casa riapre e torna la “normalità”, con la consapevolezza in tutti che questo stato si mantiene, si nutre, d’attesa e di sogni, per gli uni di sensualità, per loro di quiete e famigliarità.

Ne Le modèle, infine, un giovane artista seduce un’inarrivabile, bellissima modella che diventa così protagonista dei suoi quadri e della sua vita. Vanno a vivere da soli in campagna, ma la vita in comune presto annichilisce amore e desiderio. La stanchezza di quella routine è troppo pesante. Lui se ne va via, torna in città. Lei, innamorata pazza, lo cerca in ogni modo. Quando finalmente lo trova, minaccia di uccidersi se non tornerà a stare con lei. Lui non le crede; lei si getta dalla finestra, restando paralizzata. Lui cerca di riparare sposandola.

Amore, passione, desiderio, sogni di una vita futura diversa ed intensa: Ophuls gioca tutto e tutto tiene con maestria. E con la naturalezza dei grandi autori.