Paolo Taviani torna al Pirandello delle novelle. “Leonora addio” al nastro di arrivo

 


Nel 1984 è stata la volta di Kaos, magnifica incursione nel mondo pirandelliano dei fratelli Taviani da quel tesoro che sono le Novelle per anno, scritte dal padre di Sei personaggi in cerca d’autore tra il 1884 e il 1936.

Del 1994 è Tu ridi, ancora da quella raccolta e ancora seguendo il filo del racconto molto pirandelliano sull’imbarbarimento dei costumi e la denuncia della violenza di un individuo sull’altro.

E ora a distanza di ventisette anni, Paolo Taviani rimasto solo senza più il fratello Vittorio scomparso nel 2018, punta di nuovo all’amato premio Nobel di cui è intriso tutto il loro cinema. Parliamo, infattti, di Leonora addio, ancora una novella in cui come denuncia lo stesso titolo (aria del Trovatore di Giuseppe Verdi) centrale è l’amore per l’opera che gioca un ruolo fatale all’interno di questo dramma surreale girato a Catania ed Ortigia.

Nella novella (potete ascoltarla qui) Pirandello racconta un amore infelice che trasforma in vera e propria prigione la vita di Mommina e delle due figlie imprigionate da un padre padrone e marito ossessivo Rico Verri.

Tra gli interpreti Fabrizio Ferracane e Massimo Popolizio. Le musiche sono di Nicola Piovani, la fotografia di Simone Zampagni e Paolo Carnera, il montaggio come sempre di Roberto Perpignani, i costumi di Lina Nervi Taviani, la scenografia di Emita Frigato.

Producono Stemal Entertainment con Rai Cinema, Donatella Palermo, Serge Lalou, in coproduzione con Les Films d’Ici. Il film è attualmente al montaggio.


Gino Santini

redattore


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