Per una Rai di qualità. Lettera aperta dell’ANAC con tante firme del cinema

Tutto il paese è ormai da settimane costretto a rimanere tra le mura domestiche. Fra le varie conseguenze che la quarantena ha portato con sé, c’è stata ovviamente una esponenziale crescita di spettatori televisivi. Proprio per questo la televisione ha oggi un’opportunità enorme a livello culturale, forse addirittura storica.

Ciononostante il servizio pubblico non sembra avere intenzione di sfruttare l’aumento di pubblico. Proprio da queste pagine web, poco tempo fa, Martina Pertile aveva lanciato un appello a Rai Movie per rivedere la sua programmazione.

Anche l’Anac (l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici) ha deciso di far sentire la propria voce. Raccogliendo l’appello di Pupi Avati, l’associazione ha inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato, al ministro Franceschini e alle due commissioni parlamentari di competenza (qui la lettera aperta).

L’Anac riconosce che “Rai Play (che ha bisogno però di una connessione a Internet) ha immesso nuovi contenuti e che Rai3 mette in onda I grandi della letteratura“, ma allo stesso tempo evidenzia che “tutti gli altri format e programmi non hanno tenuto conto in modo significativo delle variazioni del numero degli ascoltatori, del loro stato d’animo e delle loro esigenze comuni”.

L’appello è stato firmato da tanti nomi del cinema e dello spettacolo (a cominciare da Pupi Avati). Ora la parola passa alla Rai e alle istituzioni, sperando che il messaggio faccia il suo effetto.