Preapertura della Mostra nel segno del muto. Col letterario “Stella Dallas” restaurato


Il classico del cinema muto Stella Dallas (1925), dall’omonimo romanzo della scrittrice americana Olive Higgins Prouty (1882 -1974) diretto da Henry King, è il film della serata di preapertura di martedì 30 agosto della 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che si terrà in Sala Darsena (Palazzo del Cinema) al Lido.

Stella Dallas, con Belle Bennett, Ronald Colman, Lois Moran e Douglas Fairbanks, Jr sarà proiettato in prima mondiale nel nuovo restauro digitale in 4K realizzato dal Museum of Modern Art (MoMA) di New York e dalla Film Foundation presieduta da Martin Scorsese.

La proiezione de Stella Dallas sarà accompagnata dall’esecuzione della colonna sonora composta per l’occasione dal musicista inglese Stephen Horne, commissionata dal MoMA ed eseguita dal vivo dalla Gaga Symphony Orchestra, costituita da 13 elementi oltre al Direttore e orchestratore Ben Palmer e al pianista Daniel King Smith.

Stella Dallas – una madre della classe operaia che compie un estremo sacrificio per assecondare le ambizioni sociali della figlia – divenne una delle figure più celebri della cultura americana da quando il romanzo di Olive Higgins Prouty apparve nel 1923.

Seguirono presto un adattamento teatrale e questa versione cinematografica nel 1925 (la prima di tre). Prodotto da Samuel Goldwyn e diretto da Henry King, il film è un potente atto d’accusa alle rigide barriere che persistono nella prosperosa America postbellica degli anni ’20.

Ma il centro emotivo del film è Stella (una brillante interpretazione di Belle Bennet, una delle 73 attrici testata per il ruolo), che si sposa “sopra il suo status” (con il figlio di un banchiere talvolta imbarazzato, interpretato da Ronald Colman) e non è capace di adattare abiti e comportamento agli standard borghesi del marito. Quando la figlia (Lois Moran) si fidanza con un affascinante rampollo dell’alta società (un giovane Douglas Fairbanks, Jr), il dilemma di Stella diventa drammaticamente chiaro: solo rinunciando alla sua vita potrà assicurare la felicità alla figlia.

Grazie alla sceneggiatura di Frances Marion, la principale sceneggiatrice di Hollywood, il film è particolarmente sensibile alla violenza emotiva di offese, sottovalutazioni e mancanze, mentre King costruisce l’azione verso uno degli sviluppi più visivamente ed emotivamente incisivi tra i melodrammi. Come scrisse il critico del Moving Picture World nel 1925: “Ci sono poche persone così insensibili da non sentire un tumulto al cuore, un nodo alla gola e le palpebre umide guardando Stella Dallas”.