Quando i porci avevano le ali. Addio Paolo Pietrangeli poeta dalla parte del torto

È scomparso il 22 novembre a 76 anni Paolo Pietrangeli. Regista figlio d’arte, scrittore e cantautore-poeta di tanti canti di lotta che, come “Contessa”, hanno segnato un’intera stagione di battaglie diventando immortali. Tra i suoi film anche quel “Porci con le ali” dal romanzo-caso di Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice tanto contestato. L’ultimo saluto alla Casa del cinema di Roma, mercoledì 24 novembre alle 15 …

Il 27 aprile 1966, all’interno dell’Università La Sapienza di Roma, viene ucciso Paolo Rossi, uno studente diciannovenne, vittima di un feroce pestaggio compiuto da militanti neofascisti.
Paolo Pietrangeli, allora poco più che ventenne, scrive di getto Contessa, la ballata che dava conto del clima politico e sociale di quegli anni e che sarebbe divenuta involontariamente una delle colonne sonore della stagione dei movimenti.
Ci sono canzoni che diventano lo specchio di un tempo. E che risuonano ancora, nel deprimente presente, persino nei disincantati revisionismi che oggi si fanno di quell’epoca. Pietrangeli se n’è andato il 22 novembre, a 76 anni, da un mondo in cui, alla fine, l’industria di Aldo ha vinto, ma lo sciopero di quei quattro ignoranti che di sangue han sporcato il cortile e le porte, è vivo e lotta insieme a noi.
Pietrangeli non è però ricordato unicamente per Contessa ma anche per quel Porci con le ali portato dalle pagine di Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice allo schermo, nel fatidico 1977. È l’anno del crepuscolo dell’impegno politico e il film raccoglie polemiche a non finire: Lidia Ravera disconosce l’opera, le denunce per oscenità con l’imposizione del v.m.18 e il dissenso degli spettatori, ormai avviati verso il “disimpegno”, che non vogliono più riconoscersi nei protagonisti Rocco e Antonia.
Di Pietrangeli ricordiamo quel film e molti dischi, la verità è che ha fatto anche tanto altro mettendo insieme una dozzina di titoli, tra film e documentari, tutti connotati dalla medesima passione politica, come Bianco e nero (1975) il documentario per realizzare il quale, fingendosi giornalista della tv svizzera, intervistò (da sinistra) i maggiori esponenti dell’estrema destra italiana tra i quali Giorgio Almirante, Pino Rauti e Junio Valerio Borghese.
E anche I giorni cantati, forse la pellicola più autobiografica, che riuniva gli amici di quella stagione cantautorale ormai alla fine; o il doc collettivo Genova. Per noi sulle violenze del G8.
Pietrangeli era un cantautore, un regista di padre regista (Antonio Pietrangeli l’immenso autore di Io la conoscevo bene), uno scrittore, è stato anche il regista di Amici e del Costanzo Show, e un irriducibile comunista: era a pieno titolo un intellettuale che ha cercato di capire i meccanismi del racconto praticando campi diversi.
Di sé diceva di aver sbagliato tutto per aver scelto di voler stare da una parte clamorosamente sconfitta. E anche noi, come lui da sempre dalla parte del torto, oggi abbiamo perso un’altro pezzetto della nostra storia.