Ribellarsi è giusto ma per difendere la Terra. Tra gli “Eternals” all inclusive di Chloé Zhao alla Festa

In sala dal 3 novembre (per Walt Disney) “Eternals” di Chloé Zhao presentato in anteprima mondiale all Festa del Cinema di Roma e Alice nella città. Più fumetto che autoriale segue gli Eterni che, a costo di sacrificare miliardi di altre vite nell’universo, si ribellano anche a Dio per difendere la Terra. L’universo si scopre di nuovo geocentrico e la Marvel sposa la visione di Tolomeo …

Due anni fa, mentre Chloé Zhao ritirava il meritatissimo Leone d’oro per lo splendido Nomadland, c’era un certo spaesamento nell’aria del Lido, quasi un risentimento, nel sapere che la regista era già al lavoro su un film targato Marvel.

Ci si chiedeva che cosa mai potesse avere a che fare un’autrice rivelatasi così abile nel minimale con le produzioni mastodontiche del colosso del cinefumetto; come avrebbe colmato la distanza tra quella storia ancorata nelle disperazioni del reale e gli alieni tutti effetti speciali che negli ultimi anni hanno colonizzato con forza le sale.

Due anni dopo la risposta c’è ed è Eternals, tratto dall’omonima serie a fumetti della Marvel, che ha chiuso la Festa del Cinema di Roma con la sua prima mondiale, in collaborazione con la sezione Alice nella città. Per la casa di produzione statunitense (di proprietà Disney) è una scommessa non indifferente, che aveva senza dubbio lo scopo di avvicinare ai propri film anche il pubblico legato a una visione più autoriale del cinema.

Zhao doveva quindi creare un film che si inserisse senza stonare nell’universo Marvel, ma allo stesso tempo difendere la propria identità di autrice e dimostrare che, malgrado le recenti polemiche, il mondo dei supereroi non è la tomba della settima arte.

Nonostante tutto, la scommessa è vinta a metà. Eternals genera la curiosità anche dei cinefili più ortodossi, ma non riesce a emanciparsi dal suo genere, rimane molto più un film Marvel che un film di Zhao. Sarà interessante seguire le scelte della casa di produzione per il sequel – perché il sequel ci sarà, pochi dubbi, è anzi già bell’e apparecchiato nei titoli di coda, con l’apparizione fugace di Harry Styles. Se cioè affiderà anche il prossimo film alla regista sino-americana o virerà su altri nomi.

Ma di cosa parla questo Eternals? Per farla breve, di una banda di alieni eletti mandati sulla Terra per sconfiggere i Devianti, degli esserti mostruosi pronti ad attaccare e distruggere la civiltà umana. Gli Eterni – una task force all inclusive: neri, bianchi, asiatici, indiani, latinoamericani, omosessuali, sex symbol, maggiordomi e finanche sordomuti (l’Ufficio legale Marvel ringrazia) – bazzicano sul pianeta da settemila anni e hanno ormai ultimato la loro missione, almeno così credono.

Con grande divertimento, il film ce li mostra nei più lontani luoghi della Storia, dalle porte azzurre di Babilonia alle enormi costruzioni di Tenochtitlán, sempre più nervosi per l’inspiegabile ritardo nelle operazioni di recupero. Neanche a dirlo, i Devianti rispuntano fuori proprio nel nostro presente e gli Eterni devono iniziare il viaggio intorno al globo per rimettere insieme la banda.

Le operazioni appaiono più complicate di quel che dovevano essere e la causa sono le omissioni nella catena di comando, che si rivelano improvvisamente generando una grande crisi in tutto il gruppo. Il dirigismo e la ribellione agli ordini diventano il tema principale del film, o almeno vorrebbero diventarlo.

Gli Eterni si ritrovano infatti davanti al dilemma cruciale: salvare il pianeta che li ha ospitati oppure lasciare che venga distrutto? A quanto pare, la sopravvivenza della Terra val bene la distruzione di miliardi di altre vite. E gli esseri umani, che pure hanno fatto cose immonde, da Hiroshima alla distruzione del pianeta stesso (a liberare i Devianti è lo scioglimento dei ghiacciai in Alaska), meritano di essere salvati. L’universo si scopre di nuovo geocentrico e la Marvel sposa la visione di Tolomeo.

Ecco insomma la favola, con tutte le nostre contraddizioni e nefandezze, continuiamo a essere la cosa più preziosa del Cosmo, che giustifica anche la ribellione a un Generale che assomiglia moltissimo a Dio. Un Umanesimo nuovo, che ha rimpiazzato il vecchio motto “l’essere umano è perfetto” con “l’essere umano fa schifo, ma è comunque il migliore”. Un passo avanti, non c’è che dire.

Eternals si traveste da critica all’uomo per esaltarlo. Sfiora anche il ridicolo quando fa dichiarare a un Eterno che quello contro gli Inca è stato un genocidio (non un fiato sull’operazione fotocopia compiuta negli Stati Uniti qualche secolo dopo) o quando sulle rovine della bomba atomica ci mostra un altro in lacrime per poi rapidamente farcelo vedere padre di famiglia orgoglioso nella sua bella casa a Chicago.

Siamo davanti a una fiaba, ancora una volta, solo che oggi sembrano doversi vestire di abiti di finta complessità. Per opposizione, quello che il film lascia è una marcata misantropia e una gioia silenziosa nel sapersi mortale, innecessario e alla periferia dell’Universo.