Romeo e Giulietta nella faida del Gargano. Pippo Mezzapesa ridisegna in chiave pop il film di mafia

Passato in concorso a  Orizzonti “Ti mangio il cuore”, western di mafia e di passione di Pippo Mezzapesa liberamente ispirato all’omonimo libro inchiesta di Carlo Bonini e Giuliano Foschini. La cantante Elodie e Francesco Patanè nei panni di Romeo e Giulietta, al centro di una faida tra famiglie criminali. Una Puglia arcaica e violenta ritratta in un profondo bianco e nero, e in un costante gioco tra generi e linguaggi. In sala dal 22 settembre con 01 …

Il libro di Carlo Bonini e Giuliano FoschiniTi mangio il cuore è soprattutto un’inchiesta sui luoghi, le famiglie e i numeri macroscopici della violenza. Anzi della mattanza che insanguina dagli anni Settanta il territorio del Gargano, innescata da quella cosiddetta quarta mafia più arcaica e bestiale delle altre che ha ormai esteso i suoi gangli nel giro dei traffici internazionali.

Il film omonimo di Pippo Mezzapesa, che dal libro trae ispirazione, ne ridisegna l’estetica e l’immaginario in chiave pop e in bianco e nero. Tra western e fumetto, film d’impegno civile del tempo che fu e spot pubblicitari, melodramma e crime, per un’originale rilettura – destinata al grande pubblico – del film di mafia, fuori dagli ormai consumati canoni di Gomorra.

Ti mangio il cuore, passato a Venezia 79 nelle sezione Orizzonti, è in arrivo in sala dal 22 settembre per 01 Distribution.

Sul promontorio del Gargano, arso dal sole, i criminali si contendono da sempre traffici e territorio. Praticando una violenza arcaica e bestiale. “Non prendermi la faccia” implorano le vittime ai loro carnefici abituati a sparare al volto per cancellare anche la memoria. È in questo contesto che si riaccende la faida tra la famiglia dei Camporeale e quella dei Malatesta.

Ad innescarla l’amore appassionato ma proibito tra il giovane Andrea Malatesta e la bella Marilena, moglie del boss Camporeale in latitanza. Novelli e inconsapevoli Romeo e Giulietta di una guerra brutale e primitiva. Basterà poco perché la passione galeotta inneschi una feroce mattanza dalla quale nessuno resterà escluso. Ma soprattutto trasformi in mostro accecato dall’odio e dalla vendetta il giovane erede dei Malatesta. La sua educazione criminale affidata alla ferocia della madre imbevuta dell’arcaica violenza di quei luoghi è uno dei punti forti del film.

Come pure i due protagonisti. La cantante romana Elodie che si rivela interprete azzeccata e credibile nei panni di Marilena e il giovanissimo Francesco Patanè, con tanto teatro alle spalle, qui intenso nella sua trasformazione da innamorato appassionato a feroce assassino. Completano il cast in bellezza il sempre bravo Francesco Di Leva e un Michele Placido fantastico nelle vesti più infide del grande burattinaio.

Mentre firmano la sceneggiatura il regista, Antonella W. Gaeta e Davide Serino, con la consulenza dei due autori del libro.

Con un solido percorso nel cinema del reale (Pinuccio Lovero – Sogno di una morte di mezza estate è tra i titoli più interessanti degli ultimi anni) Pippo Mezzapesa mette a frutto anche in questo caso il suo acuto sguardo di osservatore della realtà, costruendo una passerella di volti che sorprendono per la loro autenticità. Ma anche in questo caso è il pastiche, la contaminazione tra generi e linguaggi a prevalere.

Restituendo tensione e passione, romanticismo e belle prove d’attore in un film originale quanto basta e altrettanto godibile. Vi pare poco?