Se la vertenza ha la potenza della tragedia greca. Pannone colpisce al cuore con “la dismissione” della Whirlpool

Parte il 24 novembre da Napoli (cinema Perla) il tour in sala di “Via Argine 310 Storia di una fabbrica napoletana” di Gianfranco Pannone che racconta la vertenza sindacale della Whirlpool con l’intensità, i sentimenti e le implicazioni morali di una tragedia greca. I protagonisti e il coro sono gli operai della multinazionale messi in cassa integrazione, poi licenziati e ora in attesa di conoscere il loro futuro. Mentre Alessandro Siani rilegge, come controcanto, “La dismissione” di Ermanno Rea. Il 1° dicembre a Roma (cinema Aquila); 5 e 6 dicembre a Varese, a seguire Pisa, Ferrara, Lecce, Latina, Aversa. Il 26 gennaio sarà al Cinema Massimo di Torino.

Presentato in anteprimacome Special Screening alla Festa del cinema di Roma, il film Via Argine 310 Storia di una fabbrica napoletana (produzione Bartleby film in collaborazione con Rai Cinema), scritto e diretto da Gianfranco Pannone, racconta una vertenza sindacale con l’intensità, i sentimenti e le implicazioni morali di una tragedia greca.

In questo caso i protagonisti e il coro sono gli operai della multinazionale Whirlpool, messi in cassa integrazione, poi licenziati e ora in attesa di conoscere il loro futuro. Il controcanto è la voce fuori campo di Alessandro Siani, che rilegge alcune pagine del libro di Ermanno Rea La dismissione (Rizzoli editore 2002, candidato al premio Strega).

Il deus ex machina – quando lo Stato rinuncia in tutto o in parte alle sue prerogative – è la dirigenza della multinazionale americana Whirlpool, subentrata nel 1990 alla storica fabbrica di lavatrici Ignis-Philips nel sito di Ponticelli.

Siamo nell’area industriale di Napoli dove il doppio cono del Vesuvio sembra incombere sulle sue ultime case e sulle anonime vie di scorrimento che portano verso la periferia della città. Il progetto della Whirlpool era quello di rilanciare il sito di Ponticelli con prodotti di alta qualità tecnologica. Ma nel 2018 il calo della produzione ha frenato le ambizioni della multinazionale, che ha deciso di chiudere la fabbrica e di mettere gli operai in cassa integrazione.

“Una storia che nell’area di Napoli si ripete da decenni”, sottolinea il libro di Ermanno Rea. Che parla anche di città proletaria, di una Napoli che non è quella dell’assenteismo e della camorra, una Napoli che sul lavoro ha costruito la propria dignità e il futuro di molte famiglie, e che ora si trova ancora una volta offesa, umiliata e abbandonata a se stessa. Ma che alla fine sempre Napoli è, dato che un busto del santo con la scritta “San Gennaro pensaci tu” compare a un certo punto nel piazzale di fronte alla fabbrica.

Il film segue lungo dodici mesi la disperata resistenza degli ex lavoratori Whirlpool, conclusasi pochi mesi fa con il licenziamento di 316 persone dopo la brusca chiusura del sito. Tre anni prima quelle stesse persone avevano dato vita al presidio “Whirlpool – Napoli non molla” tuttora esistente, nell’ex dopolavoro di Via Argine.

Il film racconta le loro giornate, ne raccoglie confessioni, speranze e delusioni, determinazione, rabbia e scoramento; mostra come la perdita del lavoro possa incidere sulla vita delle persone e delle loro famiglie, facendo crollare progetti di vita, rovinando i rapporti umani, facendo venire meno certezze, modificando nel profondo le psicologie collettive e individuali.

Alla fine ciò che davvero colpisce è l’identificazione con il proprio lavoro, in un luogo dove uomini e donne insieme cercano di costruire qualcosa che vada oltre il prodotto della loro fatica.

Gli ex operai della Whirlpool sono ancora in attesa di sapere se e quando partirà il nuovo consorzio industriale promesso dal ministero dello Sviluppo economico nel 2020. Intanto il presidio di Ponticelli rimane attivo.

Il film di Pannone, dedicato a Ugo Gregoretti e Antonio Pennacchi, utilizza materiali di repertorio dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio alternandoli a quelli delle Teche Rai, in particolare i tg regionali che raccontano i vari passaggi della vertenza e le immagini relative allo sciopero generale della Campania e alla manifestazione tenutasi a Napoli l’8 febbraio 1974, oltre a spezzoni di film tratti da Nel Mezzogiorno qualcosa è cambiato di Carlo Lizzani (1949), Campania: si può cambiare di Luigi Perelli (1975). Musiche funzionali di Daniele Sepe.