Storia d’amore e nostalgia (con Pavese) a Cuba. Un corto lontano da casa alla Sic



È come una scheggia questo corto di Tommaso Santambrogio, Los oceanos sono lo verdaderos continentes, un frammento compatto che permette di decifrare tutto il resto.

Dura venti minuti ed è ambientato in una Cuba piovosa e decadente, in bianco e nero, lontanissima dall’immaginario del paradiso tropicale e dei luoghi comuni, assomiglia più ai nostri paesi, di montagna o del sud, ogni anno un po’ più spopolati.

Due innamorati si svegliano, cucinano, si fanno le foto, passeggiano e ridono, o si annoiano, ricordano molto della loro infanzia quando il parco giochi regalato dai russi era ancora in funzione, vanno al cinema, ormai chiuso o al vecchio teatro, si affacciano su una terrazza che permette di vedere dall’alto quasi tutto il paese.

È il posto dove lui si preoccupa perché teme che la balaustra possa cedere ma a lei non importa “qui tutto sembra traballare”.

Alexander Diaz e Edith Clara sono due attori bellissimi e perfetti nella parte: lui è dolce e sorridente lei intrigante, una faccetta curiosa e impertinente; a pensarci bene si capisce che sarà lei a partire, per l’Italia.

Sul finale il frammento più famoso de la Luna e i falò di Cesare Pavese ci ricorda il vero senso della nostalgia: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene. Un paese vuol dire non essere solo, sapere che nella gente, nelle piante e nella terra c’è qualcosa di tuo. Che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

La regia è di Tommaso Santambrogio, 28 anni, alle spalle un documentario con Werner Herzog nella foresta amazzonica peruviana, tra i produttori Gianluca Arcopinto e Lav Diaz con il quale il giovane regista sta lavorando al nuovo film nelle Filippine. Distribuzione Pablo e Kio Film. Presentato alla Settimana della critica.