Tutto in una giornata. Sesso ed equivoci al party ebraico dell’esordiente da tenere d’occhio

Dall’11 giugno disponibile sulla piattaforma MUBI “Shiva Baby” esordio sorprendente della ventiseienne canadese Emma Seligman. Una dark comedy degli equivoci ambientata durante lo shiva, la riunione ebraica in periodo di lutto, di una famiglia bene newyorkese. Protagonista una ragazza alle prese con amori saffici e seduzioni alla Lolita …

Presentato al Toronto International Film Festival e al Festival South by Southwest di Austin nel 2020, dove ha avuto un’accoglienza lusinghiera, uscirà l’11 giugno sulla piattaforma streaming Mubi il film di produzione Usa-Canada Shiva Baby, opera prima della sceneggiatrice e regista canadese Emma Seligman.

Come si intuisce dal titolo, siamo in una comunità ebraica alle prese con i suoi riti di antica data e il conformismo imposto dalla rigida morale del gruppo. Protagonista è un’adolescente inquieta alla vigilia del distacco dalla famiglia e in preda a impulsi che oscillano tra Lolita e l’amore saffico, peraltro del tutto innocente.

La ragazza ci viene presentata durante un amplesso con un uomo maturo. Poi la scena si trasferisce nel corso di un party successivo al funerale, il Shiva appunto di tradizione ebraica, organizzato dai genitori della ragazza in un quartiere residenziale della Grande Mela.

Da qui in poi seguiremo gli eventi in tempo reale, senza mai cambiare location se non per una breve sortita fuori dall’appartamento, dove assisteremo a uno sfogo fisico e verbale, e per la tragicomica scena finale all’interno di un’auto familiare affollata all’inverosimile.

Nel corso del party appare in modo inatteso l’amante della ragazza conosciuto nella prima scena, che si rivela essere un uomo sposato con tanto di moglie e bimbo piccolo al seguito. Il suo arrivo innesta una serie di reazioni a catena, che vanno dai tentativi di seduzione al ricatto, dallo scandalo sfiorato alle scenate di gelosia.

I genitori cercano goffamente di cancellare o minimizzare tutto ciò che non rientra nella loro ristretta visione del mondo e il risultato oscilla fra il dramma psicologico e la commedia a tinte caustiche.

Ottima la performance dell’attrice emergente Rachel Sennott, non priva di una forte e personalissima sensualità, attorniata da attori perfettamente aderenti al ruolo, da Molly Gordon a Polly Draper, da Fred Melamed a Dianna Agron.