Coronavirus: cinema italiano “in quarantena”, tra rinvii e chiusure

«Godiamo, pecchiamo, che è la morte che ci resta da vivere!». No, decisamente non siamo ancora messi come nella città semideserta infestata dalla peste ne L’armata Brancaleone. E però il Coronavirus ha contagiato a tutti gli effetti anche il cinema e, più in generale, la vita culturale e sociale di una porzione consistente del Paese: tra uscite di film rimandate, incassi crollati e chiusura delle sale nelle regioni italiane del Centro-Nord.

Alcune vittime “illustri” già accertate? L’atteso biopic di Giorgio Diritti Volevo nascondermi (in concorso a Berlino 2020), con Elio Germano nella parte del pittore Antonio Ligabue: l’uscita, prevista per giovedì 27 febbraio (con 01 a distribuire), è stata rimandata a data da destinarsi. Stesso destino anche per Dopo il matrimonio (con Michelle Williams e Julianne Moore) e Cambio tutto di Guido Chiesa.

Rimandata anche l’uscita (originariamente fissata per mercoledì 26 febbraio) di Si vive una volta sola, il nuovo film di Carlo Verdone distribuito da Filmauro e Vision. Confermati invece Doppio sospetto (noir di Olivier Masset-Depasse) e il thriller La Gomera- L’isola dei fischi (di Corneliu Porumboiu), distribuiti entrambi dal 27 febbraio, il primo da Teodora Film e l’altro da Valmyn.

La scelta di queste due appare tanto più coraggiosa se pensiamo ai primi effetti del Coronavirus sulle sale (che già “non si sentivano molto bene”): la prima settimana dell’Italia al tempo del contagio ha visto un calo di spettatori del 44% rispetto alla precedente. E, d’altronde, in alcune regioni le sale cinematografiche sono state ufficialmente chiuse secondo le disposizioni del Ministero della Salute.

Così in Lombardia: dove, secondo l’ordinanza del Ministero (d’intesa con la Regione), le sale cinematografiche, così come i musei e tutti gli altri luoghi ad uso culturale (ma anche le scuole di ogni ordine e grado), dovranno restare chiuse fino al 1 marzo.

Stesse direttive anche in Veneto, in Emilia-Romagna (dove, tra i luoghi culturali, resteranno aperte solo le biblioteche), in Liguria, in Piemonte (fino al 29 febbraio) e in Friuli Venezia-Giulia.

Prudenza necessaria o deriva allarmistica? Sia come sia, l’impatto (anche economico) della situazione inizia già a farsi sentire, considerato che le Presidenze di AGIS (Associazione Generale Italiana per lo Spettacolo) e FEDERVIVO (Federazione dello spettacolo dal vivo) hanno richiesto formalmente al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini l’apertura dello “stato di crisi” per l’intero settore dello spettacolo.


Emanuele Bucci

Libero scrittore, autore del romanzo "I Peccatori" (2015), divulgatore di cinema, letteratura e altra creatività.

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